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I servizi
e le interviste
di Moebius
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Notte stellata sul Rodano
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Come nasce un celebre dipinto raffigurante un paesaggio?
Il pittore ritrae un panorama che ha di fronte agli occhi
o così come lo vede ricostruito nella propria memoria?
La domanda è lecita soprattutto nel caso di un artista
visionario come Vincent Van Gogh. Naturalmente la
risposta può essere data dai piccoli dettagli del
quadro, troppo accurati per essere stati riprodotti a mente
o tanto incongrui da far sospettare la lontananza dal modello.
A volte, però, scovare questi indizi non è
semplice. Nel caso del dipinto di Van Gogh "Notte
stellata sul Rodano" (vedi la foto in alto), la
traccia risolutrice è stata trovata da due astronomi,
Gianluca Masi e Antonella Basso, stimolati
da Adriano Paniccia, un giornalista travolto da una insopprimibile
passione per i quadri del pittore olandese.
La chiave per comprendere se il quadro venne dipinto o meno
guardando il cielo è tutta nella disposizione delle
stelle dell'Orsa Maggiore: l'inconfondibile costellazione
rappresentata nel dipinto. E sempre l'Orsa smaschera l'artista,
proclamando a gran voce che quel paesaggio da sogno, con
le stelle che fanno da corona all'ansa del fiume, fu ottenuto
grazie a un trucco da maestro.
Ascolta
l'intervista a Gianluca Masi andata in onda durante
la trasmissione di Moebius su Radio24.
Ascolta
un'intervista più ampia, sempre con Gianluca Masi,
nella quale si spiega come Van Gogh abbia ritratto la stella
polare nel celebre quadro.
Qui
trovate l'immagine di Google Heart di cui si parla nell'intervista.
I segreti della "Notte stellata sul Rodano" sono
stati svelati venerdì 28 settembre a Frascati,
nel corso della Notte
Europea della Ricerca, l'iniziativa della comunità
europea che fin dalla prima edizione nel Lazio è
stata fortemente sostenuta dall'Assessorato alla Cultura
della Regione.
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