Svelati i misteri sulla
morte e la dinastia di Tutankhamon
a cura di Mariachiara Albicocco e
Federico Pedrocchi
È la storia di Tutankhamon che vogliamo raccontarvi,
il destino del faraone bambino ha solleticato le curiosità
degli archeologi, ma anche degli egittofili in ogni
angolo del mondo.
"Prima che potessi vedere qualcosa, l'aria
calda fuoriuscita dalla breccia fece tremolare la fiamma
della candela, ma appena l'occhio si fu abituato al
vacillare della luce, mi apparve l'interno della camera,
la sua strana e favolosa mescolanza di oggetti di straordinaria
bellezza accatastati uno sull'altro...
Era una visione che superava tutte le precedenti, una
che non avevamo mai sognato di vedere. Eravamo allibiti
dalla bellezza e raffinatezza artistica degli oggetti,
che sorpassava qualsiasi immaginazione: uno spettacolo
che ci lasciò sopraffatti...
Diedi l'ordine. Fra il profondo silenzio, la pesante
lastra si sollevò. La luce brillò nel
sarcofago. Ci sfuggì dalle labbra un grido di
meraviglia, tanto splendida era la vista che si presentò
ai nostri occhi: l'effige d'oro del giovane re fanciullo..."
Da The Tomb of Tut.ankh.Amen di
Howard Carter
Queste sono le parole del diario di colui che per primo
scoprì e mise gli occhi su quella che diventerà
la tomba più celebre della Storia del'uomo. Il
suo nome è Howard Carter e il 4 novembre del
1922, grazie alle sovvenzioni del facoltoso Lord Carnarvon,
portò alla luce il tesoro del faraone.
"Meravigliosa scoperta nella Valle. Stop.
Tomba superba e tesoro intatto. Stop. Attendo
vostro arrivo. Stop"
Così Carter comunicò la sua impresa allo
sponsor che finanziò i suoi scavi.
Tante sono state le ricerche e gli studi che da allora
si sono compiuti su tutti i reperti. Sono circa 5500
gli oggetti rinvenuti e sparpagliati nei musei egizi
di tutto il mondo.
Non solo la scienza ma anche la mitologia e la superstizione
si è alimentata non poco di questo personaggio
senza tempo. La più nota è sicuramente
la maledizione di Tutankhamon che si abbatté
su tutti coloro che parteciparono alla ricerca ed alla
scoperta. A partire proprio da Lord Carnarvon che sostenne
economicamente la scoperta e che morì solo un
anno dopo di cause naturali.
Vivi e vegeti son invece i protagonisti di una recente
ricerca di genetica sul Dna antico, seguita da un equipe
internazionale tra cui figurano anche ricercatori italiani
altoatesini,sembra aver svelato il mistero legato alla
morte prematura del giovane faraone e scioglierebbe
anche l'enigma sulla sua discendenza.
Ma andiamo con ordine, intanto Tutankhamon, il
cui nome è trascritto anche come Tutenkhamen
e Tutenkhamon, è l'undicesimo faraone
della diciottesima dinastia egizia, morto nel 1324 a.C.
E' figlio di Akhénaton, decimo faraone
e di non sappiamo bene chi, o meglio non lo sapevamo,
perché questi ricercatori affermano di aver dimostrato
che Nefertiti non sia la madre di Tutankamon.
Nostro ospite questa sera è il coordinatore italiano
di questo studio, Albert Zink, direttore dell'Istituto
per le Mummie e l'Iceman dell'EURAC.
La ricerca
Il mistero è stato svelato: il padre di Tutankhamon
è il famoso faraone Akhenaton, il cui corpo mummificato
viene identificato nella Valle dei Re con il numero
KV (King Valley) 55. La madre è la cosiddetta
"Younger Lady", la mummia KV35, rinvenuta
assieme a un'altra mummia più anziana. I mummiologi
stanno ora cercando di capire se la "Younger
Lady" sia la famosa Nefertiti. Nel settembre
2007 i dieci ricercatori, che compongono il team, hanno
iniziato a prelevare campioni di tessuto dall'interno
delle ossa di undici mummie scelte tra i parenti di
Tutankhmon, e da altre cinque mummie. In due anni di
lavoro gli studiosi sono riusciti a estrarre il DNA
e le impronte digitali genetiche delle sedici mummie.
I risultati hanno indicato la pista da seguire. Attraverso
le impronte digitali genetiche si è potuto ricostruire
l'albero genealogico della famiglia Tutankhamon fino
alla quinta generazione. Le ricerche hanno permesso
inoltre di fare passi avanti nell'individuazione delle
cause che hanno portato alla morte del giovane faraone.
Grazie all'aiuto del radiologo bolzanino Paul Gostner,
nel corpo di Tutankhamon, sono state diagnosticate diverse
malattie tra cui una necrosi ossea al piede sinistro
che ha portato a una scarsa irrorazione sanguigna dell'osso
e alla distruzione del tessuto osseo. Questa malattia
da sola non può aver portato il faraone alla
morte, ma ha limitato molto la sua mobilità.
Si spiega così anche perché nella tomba
siano stati trovati numerosi bastoni da passeggio. Più
insidiosa era invece la seconda malattia di cui gli
scienziati hanno trovato traccia: Tutankhamon soffriva
di una forma acuta di malaria, la malaria tropica.
Questo, assieme alla necrosi ossea, potrebbe averlo
portato alla morte. I resti di piante che sono stati
rinvenuti nella sua tomba confermano la diagnosi, molti
di questi sono infatti conosciuti ancora oggi per le
loro proprietà antipiretiche e lenitive del dolore.