|
a cura di Maurizio Melis e Federico
Pedrocchi
ascolta
l'intervista a Guido Magenes
Il dubbio sarà venuto a più di qualcuno:
come si comporterebbe casa mia in caso di terremoto?
A chi mi dovrei rivolgere per avere una valutazione?
Lo chiediamo a Guido Magenes, esperto di strutture antisismiche
dell'Eucentre di Pavia.
Se, infatti, un dato è emerso chiaramente dalla
vicenda aquilana (al di là delle molte voci incontrollate
che l'emotività del momento ha scatenato) e questo
dato è che, là dove si sono messe in atto
misure preventive, il peggio è stato evitato.
Fatali, invece, si sono rivelati banali casi di incuria;
come le infiltrazioni d'acqua che corrodono i ferri
del cemento armato, le quali sono probabilmente all'origine
di autentiche ecatombi.
Il punto, insomma, è che non basta costruire
secondo le norme antisismiche, se poi l'edificio è
lasciato a se stesso per decenni. E d'altro canto, per
quanto un edificio possa essere vecchio, vi è
quasi sempre la possibilità di effettuare opere
di consolidamento (vedi "Come
si costruisce un edificio antisismico e come rendere
antisismici quelli esistenti") che lo rendano
in grado di resistere a scosse come quella che ha colpito
L'Aquila, la quale, va ricordato, è da considerarsi
di media entità rispetto ad un'area che è
ad altissimo rischio sismico.
Ed è proprio alla luce di quest'ultima possibilità
che va letta la domanda di apertura: come faccio a sapere
se casa mia è in grado di soportare un terremoto?
Cosa mi devo aspettare che un valutatore esperto faccia
per appurarlo? E dove lo trovo, questo esperto?
Le risposte, come potete scoprire ascoltando l'intervista,
sono assai chiare sul sul come e sul cosa, ma assai
meno sul chi. Non esiste, infatti, una certificazione
che, analogamente a quanto accade per la sicurezza sul
lavoro o il rischio incendi, certifichi la preparazione
di un professionista nel campo delle costruzioni antisismiche.
Un vuoto normativo davvero grave, in un paese ad alto
rischio sismico come l'Italia, e più volte stigmatizzato
dagli stessi esperti dell'Eucentre.
I professionisti preparati, ovviamente, esistono, ma
per trovarli è necessario un lavoro di intelligence.
Insomma: bisogna raccogliere informazioni, un po' come
quando si cerca un buon cardiologo. In ogni caso - ha
aggiunto Magenes a microfono ormai spento - cè
qualcosa che il privato a sua tutela può richiedere
ad un progettista, oltre al suo curriculum professionale,
e cioè che vengano utilizzati i criteri di verifica
delle più recenti normative (nuove Norme Tecniche
sulle Costruzioni). La disponibilità o meno
di un progettista ad utilizzare questi strumenti è
sicuramente un buon elemento di discrimine e segno di
aggiornamento professionale, soprattutto per la verifica
sismica delle costruzioni esistenti.
|