Tanto è importante capire i segreti della produzione
del vino, quanto è fondamentale conservarlo a
dovere e sigillarlo con il tappo migliore, affinché
il sapore non si alteri e si arricchisca l'aroma e la
corposità.
E' da qualche anno che si parla di sostituire il sughero
tradizionale con quello sintetico e con altri tappi
alternativi. Sentiamo un esperto che da più di
dieci anni lavora in ambito enologico, Franco Battistutta.
Ha recentemente coordinato presso l'università
di Udine un importante studio 'Progetto per la valutazione
dello stato evolutivo dei vini in funzione di diversi
tipi di chiusure tradizionali e innovative'. Il
prof. Battistutta, ricercatore del Dipartimento di Scienze
degli Alimenti dell'Università di Udine, ci spiega
quali siano i migliori metodi di chiusura per mantenere
al meglio le nostre pregiate bottiglie.
Il progetto
"Gli effetti del tappo scelto per chiudere una
bottiglia spiega Battistutta sono solo
in parte prevedibili e non completamente gestibili.
Il mondo enologico, invece, vorrebbe che tutte le variabili
fossero sempre perfettamente controllate, in modo da
non avere mai comportamenti anomali o non voluti da
parte del dispositivo di chiusura". Le variabili
che influenzano la qualità di un tappo, insieme
alla continua innovazione che caratterizza il settore
"stanno dando luogo ad unofferta sempre più
vasta di sistemi di chiusura, anche se nessun tappo
si può considerare totalmente neutro rispetto
al contenuto della bottiglia".
Il progetto è stato finanziato dalla Regione
Friuli Venezia Giulia nellambito della Legge Regionale
26/2005, con il co-finanziamento del Dipartimento di
Scienze degli alimenti dellUniversità di
Udine e la partecipazione delle aziende Livio Felluga,
Jermann di Silvio Jermann, Le Vigne di Zamò e
Mario Schiopetto.