Circa quaranta anni fa è nata una teoria scientifica
ambiziosissima, si propone addirittura di dare una nuova
visione della nascita e della storia dell'universo,
e rivoluzionaria forse più di quanto a suo tempo
lo fu la teoria della relatività di Albert Einstein.
Parliamo della teoria delle stringhe, qualcosa di unico
nella storia della scienza, non solo per la sua portata
innovativa ma anche perché nonostante decenni
di sforzi di alcune delle persone più brillanti
del pianeta, nessuno ha ancora immaginato un esperimento
che possa dimostrare che la teoria stessa non si applica
alla realtà, o al contrario dare chiare indicazioni
sulla sua correttezza. Dal 22 al 26 giugno a Roma
si è tenuto il più importante convegno
internazionale del campo, organizzato dallUniversità
Tor Vergata e dallIstituto Nazionale di Fisica
Nucleare. Vi hanno partecipato i più celebrati
stringhisti del pianeta, fra cui i padri della teoria,
Gabriele Veneziano e Edward Witten. Gli organizzatori
hanno anche previsto degli incontri con il grande pubblico,
al Planetario di Roma e allAuditorium. Proprio
al Planetario ha parlato Gabriele Veneziano,
che a noi ha spiegato perché è ancora
ottimista sul fatto che un giorno la teoria delle stringhe
potrà darci una nuova visione dell'Universo.
Senza dimenticare ovviamente di raccontarci in cosa
consiste la teoria, e perché ha affascinato
migliaia di ricercatori.