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Chi dorme, non piglia pesci!


 
   
 

a cura di Maurizio Melis

"Chi dorme non piglia pesci" dice il proverbio: atroce banalità, sotto cui tuttavia si nasconde un interrogativo assai meno banale: perché dormiamo? Perché dall'uomo al gatto, dai rettili agli uccelli agli insetti (si sono osservati persino vermi dormire) trascorriamo tanta parte della nostra vita in uno stato, il sonno, durante il quale non possiamo procacciarci cibo, ne accoppiarci e quindi riprodurci; in cui rimaniamo vulnerabili agli attacchi dei predatori mentre continuiamo a consumare, comunque, una quota significativa di energie? Pensate che tra otto ore passate a letto in stato di veglia anziché dormendo, in termini di consumo energetico la differenza sta in un bicchiere di latte.

Il sonno è, indubbiamente, uno dei misteri della biologia. A cui si sono date molte diverse risposte. Per esempio che il sonno, e specialmente la fase REM durante la quale si sogna, sia necessario a riorganizzare e stabilizzare i ricordi, o che abbia comunque una qualche funzione ri-equilibratrice della nostra condizione psichica. Una funzione, quindi, legata alle nostre abilità cerebrali più progredite, addirittura alle abilità intellettuali.
Ma se il sonno nasce per svolgere questa funzione, perché allora, su 8 ore passate a dormire, ne trascorriamo solo due nella terra dei sogni? E perché il sonno ha sede nel tronco encefalico, la parte più primitiva del cervello?

Un breve viaggio nel mondo animale svela una varietà di comportamenti e abitudini rispetto al sonno anche più sorprendenti (vedi anche un approfondimento di Moebius su questo tema). La giraffa, per esempio, dorme due ore, e dedica ai sogni in tutto una mezz'ora. Il delfino di ore ne dorme più di dieci, ma con solo mezzo cervello alla volta, e di un sonno privo di sogni. Anche il pipistrello è un cattivo sognatore: una quindicina di minuti al giorno, ma le ore di sonno sono venti. L'ornitorinco invece, che è un gran dormiglione con le sue 14 ore di sonno al giorno, sogna per ben 8 ore. Mentre la rana toro non dorme affatto.

Anche gli effetti della deprivazione del sonno sono molto variabili. Meglio non approfondire come si fa a tenere sveglio un topo per tre settimane, sta di fatto che a quel punto il poveretto muore. Il piccione invece pare non risentire della deprivazione di sonno.

A questo punto, sempre più disorientati (insomma, come se qualcuno ci avesse appena buttati giù dal letto) ritorniamo a domandarci perché dormiamo: noi e il resto del regno animale.

Ebbene Jerry Siegel, dell'Università della California, ha passato vent'anni a studiare il comportamento di numerosi animali durante il sonno. E ha una teoria semplice e originale da proporre, che potete trovare riassunta in un articolo comparso su New Scientist del 15 marzo. In una battuta, Siegel spiega che il sonno ha la semplice funzione di tenerci fuori dai guai e non farci sprecare energie. Il pipistrello marrone, per esempio, si nutre di insetti che vengono fuori per poche ore al giorno, cosa dovrebbe fare per il resto della giornata il mammifero alato, se non una bella dormita? Andandosene in giro senza scopo, oltre a consumare inutilmente energie, aumenterebbe il rischio di essere notato da qualche predatore. Similmente secondo Siegel, molti animali, uomo compreso, avrebbero molto più da guadagnare standosene buoni per un certo numero di ore, che non ad andarsene in giro senza scopo. La chiave per spiegare il sonno sarebbe perciò molto più di natura ecologica che non biologica. Una conferma significativa di questa ipotesi verrebbe dal fatto che si riscontrano comportamenti simili nel sonno degli animali molto più in funzione della loro discendenza e storia evolutiva che non delle loro abitudini di vita o parametri biologici come il peso corporeo o l'intelligenza.

In seguito (le vie dell'evoluzione sono spesso intricate) il periodo del sonno potrebbe essere stato "cooptato" e utilizzato, nelle specie più evolute, per svolgere funzioni di riorganizzazione delle informazioni acquisite durante la veglia.

Insomma, c'è ancora molto lavoro da fare per capire il sonno. E molto su cui riflettere. Dal canto mio, credo che ci dormirò sopra: la notte, si dice, porta consiglio.

 

 

 

 

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