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a cura di Barbara Gallavotti
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il servizio!
La Siemens guarda alla tecnologia italiana e
acquisisce il 28% delle quote azionarie di Archimede
Solar Energy, la società del gruppo Angelantoni
specializzata nel solare termodinamico. In effetti può
sembrare una notizia che con la scienza ha poco a che
fare, invece c'entra molto, tanto che l'annuncio è
stato dato martedì scorso presso la sede centrale
dell'Enea, a Roma. Proviamo ad andare con ordine. La
Archimede Solar Energy è l'unico produttore al
mondo di tubi ricevitori solari a sali fusi, un nome
complesso che indica sostanzialmente le componenti fondamentali
di un tipo di centrali solari sviluppate proprio dai
ricercatori Enea. Sono chiamate tecnicamente centrali
solari termodinamiche e la versione messa a punto dall'Enea
si basa su una intuizione del premio Nobel Carlo Rubbia,
ecco come funziona: l'energia solare viene raccolta
e concentrata da specchi parabolici e utilizzata per
scaldare una miscela di sali fusi. I sali possono
accumulare calore fino raggiungere la temperatura di
550 gradi, e quando sono roventi vengono utilizzati
per produrre vapore, il quale a sua volta serve per
far girare delle turbine che generano elettricità.
Un modello simile di centrali funziona scaldando uno
speciale olio, ma l'idea innovativa è stata proprio
quella di utilizzare il calore del sole per scaldare
una miscela di sali; i vantaggi sono molti: fra l'altro
i sali non sono infiammabili, e dunque possono raggiungere
temperature maggiori di quelle degli oli, inoltre non
sono inquinanti e quindi non presentano problemi di
smaltimento. Sulla carta funziona tutto perfettamente,
ma funziona anche in pratica? Attualmente in Sicilia,
a Priolo, Enel ed Enea stanno collaborando alla costruzione
di una piccolo impianto che produrrà 5 megawatt
e che servirà un po' da prova, per vedere se
effettivamente tutto va come deve andare, Luigi Paganetto,
presidente dell'Enea, ci dice a che punto sono i lavori.
Nel Mediterraneo dunque, ma, si è detto all'Enea,
anche in India o in Cina; in effetti con questa tecnologia
l'Italia mira ad assicurarsi un ruolo di guida mondiale
nelle tecnologie per il solare: in questo senso l'accordo
con Siemens è strategico perché dovrebbe
consentire di passare dalla produzione di 6000 tubi
ricevitori solari prevista per il 2009 a 100.000 tubi
all'anno dal 2011. La prima centrale da 30 megawatt
dovrebbe presto sorgere nel Lazio, grazie a un accordo
con Confindustria Lazio. Naturalmente i problemi non
mancano, come sempre quando si tratta di rinnovabili
occorre migliorare la resa, in sostanza bisogna rendere
più efficienti i sistemi di produzione di energia,
altrimenti, a conti fatti, l'intera operazione non è
abbastanza conveniente; ovviamente però è
proprio su questo punto che diviene essenziale la collaborazione
fra ricerca e imprese disposte ad innovare. Al Gore
ha detto più o meno "la cattiva notizia
è che non possiamo fare a meno di ridurre le
emissioni di anidride carbonica, quella buona è
che ciò comporta una straordinaria occasione
di sviluppo": a quanto potrà arrivare
la produzione di energie rinnovabili in Italia? Oggi
circa il 6% dell'energia consumata in Italia viene
da fonti rinnovabili, soprattutto idroelettrico:
secondo quanto ci ha detto Michele Tedeschi, presidente
della Siemens Italia, nei prossimi anni potrebbe passare
all'11%, cioè quasi raddoppiare, grazie a un
incremento nella produzione di energia dall'eolico e
dal solare. E il nucleare? Rinnovabili e nucleare
sono strategie alternative o complementari? Ascolta
cosa ha risposto Gianluigi Angelantoni, presidente della
Archimede Solar Energy.
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