In questi giorni qualcuno sui quotidiani sia cartacei che
on line, avrà letto di sedie a rotelle spostate col
pensiero... Anche noi in redazione ci siamo meravigliati e
allarmati. In realtà ci sono un po' di punti da chiarire.
Esiste un progetto del
laboratorio di intelligenza artificiale e robotica del politecnico
di Milano sta lavorando per rendere migliore la vita di
chi è costretto a vivere su una sedia a rotelle per
via di malattie gravemente invalidanti. Questo centro ha già
messo a punto sistemi che permettono di gestire l'uso di queste
carrozzelle attraverso stimoli sonori, cioè pronunciando
la parola del luogo verso cui il paziene vorrebbe dirigersi,
la sedia a rotelle si sposta automaticamente; oppure con l'utilizzo
di schermi touch screen. Ma ora la ricerca fa un passo avanti
in più, con molta cautela.
Si cerca di sviluppare un sistema di interfaccia tra cervello
e computer (BCI - Brain Computer Interface) che mette
in movimento la sedia a rotelle.
A capo di questo progetto c'è Matteo Matteucci
che nell'intervista ci spiega come funziona questa sedia
a rotelle comandata dal cervello del paziente.
La carrozzella studiata al Politecnico di Milano è
un ausilio robotizzato che sfrutta un'interfaccia cerebrale
(BCI - Brain Computer Interface) per consentire al suo passeggero
di comandarla senza utilizzare alcun muscolo, ma solo con
l'attività cerebrale, rilevata da un elettroencefalografo
e interpretata da un programma di Intelligenza Artificiale.
Per un obiettivo molto serio: ridare autonomia di movimento
a chi l'ha persa, o non l'ha mai avuta, a causa di problemi
neurologici.
Un'opportunità preziosa per chi soffre di Sclerosi
amiotrofica laterale (Morbo di Gehrig), paresi, sclerosi multipla
e patologie della colonna vertebrale.
Nell'impossibilità di riparare i danni del sistema
nervoso, esistono tre possibilità per ristabilire le
funzioni originarie, con percentuali di successo variabili
a seconda della gravità della patologia: aumentare
la funzionalità dei canali neurologici rimasti illesi,
deviare gli impulsi dalle parti danneggiate e, infine, fornire
al cervello nuovi canali di comunicazione e controllo della
realtà esterna.
Ed è proprio concentrandosi su questo terzo punto che
il Politecnico di Milano ha sviluppato la sua speciale carrozzella
robotizzata con l'utilizzo di un'interfaccia cerebrale non
invasiva.
Come funziona?
Degli elettrodi posti sulla testa del soggetto "leggono"
l'attività elettrica sviluppata dai neuroni traducendola
in comandi di movimento per la sedia a rotelle tramite un'opportuna
interfaccia.
La carrozzella è, infatti, dotata di un processore
collegato al sistema di Brain Computer Interface. Su di
un monitor vengono visualizzati i "luoghi" che l'utilizzatore
vuole raggiungere. All'utente basta guardare le immagini
sul monitor e concentrarsi sul posto in cui vuole essere portato.
Il programma "traduce" in comandi i segnali neurali
del cervello facendo dirigere automaticamente la carrozzella
nel luogo prescelto. La carrozzella è dotata di
due laser in grado di "vedere" gli eventuali
ostacoli e telecamere puntate sul soffitto "leggono",
invece, speciali disegni che indicano il percorso corretto
all'interno di un ambiente chiuso.
La possibile evoluzione del progetto, ora a livello solo prototipale,
sarà quella di mettere in grado disabili motori non
solo di muoversi all'interno degli ambienti domestici, ma
di circolare in ambienti aperti in sicurezza. Infatti, grazie
alla dotazione sensoriale, la sedia è in grado di evitare
pedoni, auto o altri ostacoli "non previsti".
In un prossimo futuro la carrozzella automatica potrebbe essere
alla portata di tutti, il suo costo, infatti, non dovrebbe
superare una maggiorazione del 10% rispetto alle attuali carrozzelle
motorizzate.
Nel Laboratorio di Intelligenza Artificiale e Robotica del
Politecnico di Milano si sta mettendo a punto anche una versione
più avanzata della sedia a rotelle dotata di uno speciale
braccio meccanico che permetterebbe di afferrare gli oggetti.
Lo stesso principio sfruttato per muovere "senza muscoli"
la carrozzella è allo studio per consentire di muovere
il cursore di un computer senza l'utilizzo del mouse.
Ogni orecchio sente un mondo diverso
La corteccia uditiva è adattata e sintonizzata in ogni individuo in
modo diverso a seconda dell'ambiente che lo circonda
Neuroni Specchio. Lo specchio
dell'altro
Su di loro si raccontano storie diverse: Giacomo Rizzolatti, che li ha scoperti,
ci racconta quelle vere e quelle false