"Truman: i rossi hanno l'atomica": così
titolava il quotidiano americano "Sun", dopo
che un bombardiere, volando a est della penisola della
Kamchatcka, ebbe rilevato nell'atmosfera i residui radioattivi
dell'esplosione con cui, il 29 Agosto del 1949, l'URSS
era divenuta il secondo paese dotato di bomba atomica.
Si può insomma dire che la storia delle ricerche
su come individuare gli esperimenti atomici cominciò
nello stesso istante in cui iniziava la storia della
Bomba. Da allora sono stati compiuti oltre 2000 test
nucleari: nell'aria, nell'acqua e nel suolo. Una tragica
eredità che, tuttavia, ha fornito agli scienziati
anche un'ampia casistica utile a imparare a distinguerne
la firma.
Un esperimento in atmosfera produrrebbe un lampo facilmente
identificabile dai satelliti, e un rombo infrasonico
che sarebbe captato a grande distanza dalla rete di
micro-barometri sparsi un po' ovunque sulla terra. Infine,
vi sarebbero tracce radioattive rilevabili nell'atmosfera.
Una esplosione in acqua, invece, produce onde acustiche
che trovano in un particolare strato del mare detto
SOFAR, posto tra i 600 e i 1200 metri, un conduttore
ideale, che rende individuabili esplosioni di pochi
milionesimi di chilotone.
Nel 1963 gli esperimenti all'esterno: in aria, in acqua
e nello spazio, furono vietati da un trattato internazionale
firmato dai primi tre soci del club nucleare: stati
Uniti, URSS e Gran Bretagna. Erano però ancora
consentiti gli esperimenti nel sottosuolo, più
difficili da individuare.
Poi, nel 1996, 66 diversi paesi firmarono il CTBT,
trattato che vieta qualunque tipo di esplosione nucleare
sperimentale, comprese quelle sotterranee. Il trattato
non è ancora entrato in vigore, tuttavia è
stato rispettato da tutti i paesi esclusi india, Pakistan
e Corea del Nord, che non lo hanno firmato. L'entrata
in vigore del trattato, insomma, è in bilico.
L'amministrazione Bush, pur non avendo effettuato altri
test da allora, si è dichiarata a suo tempo contraria.
Tra le ragioni che vengono addotte da coloro che si
oppongono al trattato c'è la possibilità
che altri paesi sperimentino in segreto esplosione atomiche.
Gli scienziati affermano oggi che ciò non è
possibile.
Anni di studi hanno infatti dimostrato che i tracciati
sismici registrati dalla fitta rete di sismografi sparsa
su tutto il pianeta permettono di individuare qualunque
test nucleare di potenza significativa. Il 9 ottobre
2006 la Corea del Nord effettuò il suo primo
esperimento, probabilmente riuscito male: l'esplosione
generò una potenza inferiore al Chilotone. Ciò
nonostante, i sismografi posti in Corea del Nord permisero
di identificare con precisione non solo l'esplosione
ma anche la sua posizione geografica. E nonostante l'elevata
profondità a cui avvenne, fu possibile riscontrare
tracce radioattive in atmosfera. Gli scienziati hanno
messo a punto metodi di analisi dei tracciati delle
esplosioni atomiche sotterranee che permettono di distinguerle
da altri fenomeni: come terremoti, frane, crolli in
miniera o altre esplosioni.
Ovviamente, è impossibile identificare esplosioni
di potenza arbitrariamente bassa. Ma gli esperti concordano
sul fatto che già esplosioni atomiche di potenza
inferiore a un chilotone sono sostanzialmente inutili
da un punto di vista militare, soprattutto per nazioni
non nucleari che ambiscano al potere deterrente dell'atomica;
e inoltre, non forniscono informazioni per la costruzione
di ordigni più potenti.
Nessun paese, insomma, può sperimentare armi
atomiche in segreto, se non di bassissima potenza e
comunque con un elevato rischio di essere scoperto.
E' il momento che il trattato entri in vigore, e che
si metta fine alla tragica stagione degli esperimenti
atomici.
L'università (italiana) che non
c'è
Critiche severe e grande impegno per cambiare le cose. Intervista a Mauro
Ferrari, uno dei massimi esperti mondiali di bioingegneria e nanotecnologie.