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a cura di Maurizio Melis
Ascolta
l'intervista a Chiara Saraceno
La matematica non è un'opinione, e la sociologia?
La domanda è provocatoria, ma non priva di una ragion
d'essere. La si potrebbe generalizzare così: può,
una conoscenza che ha come oggetto di indagine la natura umana
e le relazioni sociali dell'Homo sapiens - essere la
cui dose di razionalità e prevedibilità sono
notoriamente scarse - essere considerata una scienza?
La questione si tira dietro due problemi: il primo è
se sia possibile dire qualcosa di significativo sulla società
in quanto tale, ovvero se sia possibile dire qualcosa di certo
su un gas le cui molecole, gli esseri umani, a differenza
delle molecole di un gas vero, non si limitano a rimbalzare
secondo la legge degli urti, ma deviano, si girano dall'altra
parte, accelerano improvvisamente. Il secondo punto è
se esistano strumenti per misurare questa complessità:
strumenti affidabili.
Abbiamo chiesto spiegazioni a Chiara Saraceno, che potete
ascoltare nell'intervista. Chiara Saraceno lavora a Berlino:
è una sociologa italiana delle più note a livello
internazionale, e una delle più contestate in patria.
D'atronde, se è vero che la sociologia è una
scienza (e la Saraceno argomenta ampiamente a favore di questa
tesi), è anche vero che poiché questa scienza
ci parla di noi, non sempre ci piace ciò che rivela.
A molti italiani, per esempio, non è piaciuto il quadro
che in molti anni di studio la Saraceno ha tracciato della
famiglia: luogo degli affetti, certamente, ma anche di oppressione
e, purtroppo, di violenza (soprattutto nei confronti delle
donne), più spesso di quanto non si ritenga o si vorrebbe
fare apparire.
E' così che, tra le righe, emerge l'elemento più
critico della discussione, e cioè che il soggetto e
l'oggetto dello studio, in sociologia, coincidono, rendendo
l'obbittività un esercizio decisamente più arduo.
Quì sta, dunque, la principale difficoltà del
fare buona sociologia: mantenre nei confronti della propria
cultura, con tutto il suo carico di aspettative e opinioni
preformate (quando non di pregiudizi), il necessario distacco.
Al punto che, forse, dovremmo resettare tutte le domande precedenti
e chiederci non se la sociologia sia una scienza, ma se vogliamo
che lo sia.
Ascolta
l'intervista a Chiara Saraceno
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