Creata in Italia la
prima retina artificiale organica
a cura di Chiara Albicocco
Ogni tanto siamo contenti di raccontarvi delle eccellenze
100% italiane. Quella che vi segnaliamo qui è
una ricerca importante del Politecnico di Milano che
ha portato alla realizzazione della prima retina artificiale,
fatta di materiale organico, al mondo perfettamente
funzionante come quella naturale.
Il coordinatore dell'impresa è Guglielmo Lanzani,
direttore del centro di nano scienze e tecnologie dell'istituto
italiano di tecnologia, che ha sede appunto al Politecnico
di Milano.
Lo studio La ricerca, i cui risultati sono stati pubblicati
su Nature Communications, è partita dalla
necessità di voler trovare una rimedio ai problemi
legati al malfunzionamento della retina umana. Lo studio
ha permesso di sviluppare una retina artificiale che
consiste in un'interfaccia tra le cellule nervose e
un materiale organico semiconduttore (rr-P3HT:PCBM).
Questo, sebbene al momento sia stata fatta esclusivamente
una dimostrazione in vitro, simula il processo
dei fotorecettori neurali presenti nella retina, capaci
di captare i segnali luminosi e trasformarli in impulsi
elettrici che vengono inviati al cervello attraverso
il nervo ottico. L'innovativa retina made in Italy
potrebbe essere la soluzione per tutti quei soggetti
che soffrono di patologie ottiche debilitanti, dal daltonismo
alla cecità, ma che non abbiano subito danni
al nervo ottico.
Questo lavoro differisce dalle retine artificiali che
utilizzano materiali inorganici, come il chip
progettato dai ricercatori dell'Università di
Tubinga che restituì la vista ad un cieco 46enne
finlandese.
In questo caso si tratta di un dispositivo biotecnologico
all'avanguardia, che grazie al materiale organico
semiconduttore potrebbe essere decisivo nel superare
diversi problemi. "Il fatto di essere organico
- spiega Guglielmo Lanzani - lo rende soffice, leggero
e flessibile, garantendo una buona biocompatibilita'
ed evitando complicazioni ai tessuti circostanti. Inoltre,
essendo un polimero semiconduttore, ha la capacita'
di trasmettere impulsi elettronici e ionici senza una
grande dispersione di calore, che potrebbe causare diversi
danni al sistema nel suo complesso".
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