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Per mantenere corretti livelli di rame è sufficiente
inserire frequentemente nella dieta alcuni cibi che ne sono
ricchi. Solo in caso di carenze gravi, la dieta può
essere rinforzata da estratti o concentrati (sempre naturali)
che aumentano la velocità di recupero.
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Il Rame a tavola
Per essere assimilato correttamente, il rame deve essere
introdotto nell'organismo insieme ad altri fattori nutrizionali,
ovvero all'interno dei cibi che ne sono naturalmente ricchi.
Fegato, Spinaci, Crostacei come Granchi, Aragoste e Gamberi;
Molluschi come Polpi e Seppie ne sono ricchi (in questi
ultimi il mediatore dell'ossigeno nel sangue non è
l'emoglobina, ma l'emocianina, in cui il ferro è
sostituito dal rame); il fegato è in ogni caso l'organo
in cui se ne trova di più. Quanto ai formaggi: meglio
se di capra, con l'eccezione del parmigiano, i cui batteri
della fermentazione assorbono il rame dalle pareti della
pentola durante la preparazione.

I crostace sono tra gli alimenti più ricchi di
rame
Salvato, somministrando questi cibi, è riuscito ad
ottenere l'innalzamento dei livelli di rame nell'organismo,
riscontrabile proprio attraverso l'incremento di quei marcatori
biologici rimasti fino ad ora indifferenti a qualsiasi altro
approccio. La dieta, in alcuni casi, è stata rinforzata
con dei concentrati di alimenti natualmente ricchi di rame,
con cui si ha un aumento di velocità nel recupero dei
livelli di rame. Per alcuni anni, la Enervit ha fornito gratuitamente
a Salvato capsule contenenti estratto di epatopancreas: il
fegato dei crostacei, l'alimento in assoluto più ricco
di rame. Di fatto, quindi, non si parla di farmaci ma solo
di cibi naturali, e di cibi nobilitati per aumentarne
la concentrazione di rame biodisponibilie, confezionati in
capsule come integratori alimentari. Infine, più di
recente, si è aperta una terza via, quella degli alimenti
arricchiti di rame: è già stato messo a
punto un formaggio con un contenuto di rame superiore di molte
volte.
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