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Secondo la teoria di micronutrizionale del Prof. Benedetto
Salvato, il rame si trova al centro del metabolismo dei
micronutrienti. Ciò spiegherebbe perchè una
sua carenza può dare origine a patologie anche molto
diverse tra loro.
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I micro-nutrienti (metalli come ferro, nichel, zinco, rame;
vitamine ecc.) sono molto importanti, malgrado siano presenti
nell'organismo solo in piccolissime quantità: il
loro fabbisogno quotidiano è dell'ordine di microgrammi,
di norma assunti con i cibi che li contengono, dove sono
presenti a loro volta in quantità infinitesimali.
L'organismo invece ha bisogno di macronutrienti (zuccheri,
grassi e proteine) in quantità giornaliere dell'ordine
di decine o centinaia di grammi.
Il nostro sistema digerente si è perciò
evoluto per assorbire i macronutrienti: la sua chimica
è fatta per sciogliere i grassi e per scomporre zuccheri
e proteine nei loro (pochi) componenti più semplici.
Nei loro confronti, l'intestino pratica una azione attiva
di selezione e di assimilazione, operando secondo una modalità
che possiamo definire di "Chimica Aperta". L'intestino,
che è lungo e ricoperto di villi per avere la massima
superficiedi assorbimento possibile, riconsoce singolarmente
i componenti base dei macronutrienti e li assorbe. Ma questo
è possibile solo perchè i macronutrienti sono
anche i componenti principali degli orgnanismi che ingeriamo
come cibo. Viceversa, questo sistema non può controllare
singolarmente l'assorbimento dei micronutrienti, così
come in alcuni casi non riesce a fermarli quando possono
essere causa di intossicazione o addirittura di avvelenamento
(basti pensare all'Arsenico). I micronutrienti sono infatti
presenti nel cibo in concentrazioni troppo basse perché
lo stresso intestino possa mettere in atto la stessa strategia:
servirebbero un superficie di assobimento vastisisma e una
quantità di recettori specifici per ogni micronutriente.

I villi intestinali, che ricoprono la suberficie di buona
parte dell'intestino, servono ad assorbire i nutrienti
La natura allora ha evoluto una strategia alternativa,
la quale prevede che questi micronutrienti siano aggregati
e concentrati in vescicole, che li rende disponibili in
blocco all'organismo, perchè siano assorbiti tutti
insieme. La formazione delle vescicole è guidata
da un processo biologico in cui il rame svolge un ruolo
leader. Senza di esso è tutto il sistema di approvvigionamento
dei micronutrienti che va in crisi.
Questo concetto è il nucleo della "Teoria Generale
delle Malattie su Base MicroNutrizionale", che Salvato
sta mettendo a punto a Padova da alcuni anni; esso porta
a ricondurre una vasta schiera di patologie degenerative
a carenze in atto di rame o di micronutrienti correlati:
trovandosi in corrispondenza di diversi crocevia del metabolismo
umano, una loro carenza può innescare numerosi processi
degenerativi. In molti casi, questi processi degenerativi
seguono decorsi difficili da spiegare in altro modo; ma
se considerati dal punto di vista micronutrizionale, assumono
un senso immediato, in un contesto in cui il Rame si trova
naturalmente ad essere il leader del metabolismo dei micronutrienti.
Questa teoria rappresenta l'interpretazione molecolare e
micronutrizionale dell' Effetto Warburg, scoperto dal Fisiologo
tedesco Otto Warburg, che per questa scoperta ha avuto il
Nobel nel 1931. L'Effetto Warburg consiste nello slittamento
della produzione di energia dalla catena respiratoria alla
glicolisi (18 volte meno efficiente), che secondo lui caratterizza
il cancro. Il rame mancante, in questo caso, è proprio
quello della citocromo-ossidasi mitocondriale (vedi Rame
e metabolismo).
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