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Uno speciale di Moebius dedicato a una teoria originale
e promettente, che potrebbe avere importanti ricadute nella
lotta alle malattie degenerative.
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Negli ultimi anni, numerose ipotesi sono sorte circa il possibile
coinvolgimento del rame in molte in patologie degenerative.
L'Alzheimer, in particolare, sarebbe determinato da carenza
di rame. A questa tesi, sostenuta da tempo dal prof Leslie
Klevay (Università del North Dakota), sta portando
un contributo notevole il prof. Benedetto Salvato, fisiologo
dell'Università di Padova che da otto hanni ne ha fatto
il principale tema della sua attività di ricerca, supportato
da un gruppo di lavoro multidisciplinare composto da studiosi
di diverse università. A suo avviso molte malattie
degenerative possono in ultima analisi essere dovute a carenze
di rame, in considerazione del ruolo fondamentale che questo
micronutriente gioca direttamente o indirettamente in molti
processi biologici; mentre la variabilità individuale
e la storia clinica spiegherebbero come le rame-deficienze
si manifestino con quadri clinici molto diversi tra loro.
L'interpretazione a livello molecolare di questo complesso
di fatti, prende il nome di Teoria della Micronutrizione.
Uno dei risultati principali di questa ricerca, è l'aver
compreso che i corretti livelli di rame possono essere ripristinati
solo somministrando rame presente all'interno di quei fattori
nutrizionali, per lo più proteine, in cui svolge naturalmente
la sua funzione: parliamo di cibi ricchi di rame, e siamo
perciò in presenza di un approccio strettamente dietetico.
Questo spiega perchè nessuno era mai riuscito, somministrando
sali di rame, a innalzare i livelli di rame biodisponibile
nell'organismo. Questi studi potrebbero dare una svolta alla
prevenzione ed al recupero micronutrizionale delle malattie,
in particolare quelle degenerative, oggi senza alcuna possibilità
di cura. Ci sono in questa direzione segnali estremamente
incoraggianti: alcuni pazienti Alzhaimeriani sono stati
trattati con una dieta iper-rameica, ottenendo un recupero
del benessere generale, accompagnato da un miglioramento comportamentale
e di umore, riferito sia dai congiunti che dal personale medico.
C'è bisogno però di altra ricerca e sperimentazione,
nasce per questo un'associazione che raccoglierà fondi
per finanziare borse di studio.
di Maurizio Melis
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