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Pompei, tra archeologia, storia e genetica


 
   
 

a cura di Mariachiara Albicocco

Si è tenuto il 19 ottobre 2008 a Pompei un evento piuttosto affascinante anche per i non addetti ai lavori. Si tratta della IX conferenza internazionale sul DNA antico.
Tra i lavori presentati ce n'è stato uno particolarmente interessante poichè, per la prima volta, si è riuscito a studiare il legame di parentela dei Polibi, una delle famiglie pompeiane rimaste sepolte dalla cenere e dai lapilli dell'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.
La famiglia dei Polibi è quella che ha dato il nome alla casa su Via dell'Abbondanza in cui sono stati trovati 13 scheletri in due stanze.
La professoressa Marilena Cipollaro, docente di medicina sperimentale alla Seconda Università di Napoli ha diretto gli studi. La scienziata napoletana ha ricostruito i legami di parentela all’interno dell’abitazione di via dell’Abbondanza – dove, tra l’altro, due dei Polibi morirono tenendosi la mano e dove una giovane donna peri’ con il proprio figlioletto nel grembo – servendosi del DNA mitocondriale, estratto dalle ossa e dai denti, e quindi risalendo l’albero genealogico per via materna, grazie anche a una patologia, la spina bifida, di cui soffrivano due delle persone ricoperte dalla cenere del vulcano e dal tetto della casa crollato sotto il suo peso.


Ascolta l'intervista a Marilena Cipollaro


Scarica il file audio in mp3

 

 

 

 

 

 

 

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La vita dei pompeiani

La vita dei pompeiani scorreva tranquilla enche quella calda giornata di agosto del 79 d.C. I pompeiani erano impegnati nei lavori quotidiani.
I ricchi al mattino attendevano l'omaggio dei loro liberti, nel triclinium delle loro case da 3000 mt quadrati.


Casa degli Amorini Dorati, viridarium con peristilio e tablinio

Essi amavano la bella vita. La città era piena di terme frequentate tutti giorni sia dai ricchi che dai poveri,c'erano palestre, osterie e numerosi teatri.


Terme di Pompei

Pensate che nel calendario romano erano ben previsti 182 giorni di festa su 365. E cosa ancora più interessante... era che il vero otium apparteneva alle donne, alle matrone, si occupavano per gran parte della giornata alla cura del corpo e alla bellezza. Trucco ricercatissimo e pettinature molto sofisticate con parrucche che arrivava persino dalle Indie.


Toeletta di una donna pompeiana

Le strade di Pompei erano affollatissime, mercanti in fermento per vendere tutti i tipi di merci dalle campagne ma anche da fuori.
Le botteghe affacciavano direttamente sulle strade principali. Ma ricchi e poveri vivevano gomito a gomito, case di mercanti, borghesi e schiavi nella stessa via. In case limitrofe, ovviamente con dimensioni e fatture diverse.

Era una calda giornata estiva dicevamo... ci immaginiamo i pompeiani immersi nelle vasche di vapore delle terme, i mercanti in strada a contrattare i prezzi della lana, le donne intente a imbellettarsi con talco e unguenti.
Ma ad un certo punto, verso sera, al tramonto... "Una nube nera e terribile, squarciata da guizzi serpeggianti di fuoco, si apriva in vasti bagliori di incendio: erano essi simili a folgori, ma ancora più estesi.
Dopo non molto quella nube si abbassò verso terra e coprì il mare.
Scese la notte, non come quando non v'è luna o il cielo è nuvoloso, ma come quando ci si trova in un locale chiuso a lumi spenti
"

Queste le parole che usò Plinio il Giovane nella lettera a Tacito per descrivere la terribile eruzione.
I sei metri di cenere e lapilli ricoprirono la città e i suoi abitanti nel 79 d.C. hanno fermato anche il tempo. E' per questo che conosciamo tutti questi dettagli della vita pompeiana. Gli edifici e i corpi delle vittime rinvenuti dagli scavi ci forniscono costantemente nuove informazioni. Gi studi archeologici sono stati e sono fondamentali. Qui accanto trovate invece informazioni maggiori per qual che riguarda gli studi genetici, le analisi che si possono effettuare sul materiale genetico nei reperti antichi.

 

Campagna 3

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