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di Moebius


Il caso Pistorius,
al confine tra tecnologia e sport. E infine la decisione più saggia


 
   
 

Oscar Pistorius, l'atleta sudafricano che corre con protesi in fibra di carbonio al posto delle gambe, non è presente alle Olimpiadi di Pechino 2008. I suoi tempi non sono stati sufficienti per l'inserimento nelle gare individuali. Si sperava potesse rientrare nella delegazione sudafricana con il quartetto della staffetta, ma anche in questo caso altri suoi colleghi hanno fatto tempi migliori.
Oscar si è quindi dato, e ha dato, appuntamento alle Olimpiadi di Londra del 2012. Ricordiamo che Pistorius ha solo 21 anni.

Alle Paraolimpiadi, tenutesi a Pechino in settembre 2008, Oscar Pistorius ha vinto l'oro nei, 100, 200 e 400 metri. Nei 100 ha vinto con un tempo di 11""7, quasi 2 secondi più lento, dunque, del record del giamaicano Usain Bolt (9"" e 69 ) nei 100 dei normodotati.
Qui un video della finale dei 400.

La decisione presa dal Tribunale di Losanna, comunque, ovvero la scelta di non proibire a Pistorius l'accesso alle gare olimpiche dei normodotati, è una decisione che potrà avere dei riflessi di rilievo nei prossimi anni. Perché da una parte questa è certamente la storia di un atleta e della sua voglia di rincorrere un sogno, per il quale ha deciso di correre contro tutti. Ma è allo stesso tempo una vicenda che apre con forza a una riflessione generale sulla presenza delle tecnologie nello sport, andando molto al di là del fatto che una parte di queste tecnologie possa consentire ad atleti disabili la partecipazione a gare con i cosiddetti normodotati.

Qui di seguito un dossier che il gruppo del primo anno del Master post laurea in Giornalismo dello IULM di Milano ha curato per Moebius sul caso Pistorius. Il dossier, che raccoglie diversi materiali documentali - video, link, testi, rapporti - è principalmente basato su una intervista a Oscar Pistorius e una a Daniele Bonacini, ingegnere meccanico e ricercatore (nonché imprenditore) nel campo delle attrezzature sportive per atleti disabili. Ad oggi Bonacini è uno dei più autorevoli esperti in questo campo.

Cosa ne pensa, la gente, del "Caso Pistorius"?
Una raccolta di interviste video.

Chi è Pistorius?
Oscar Pistorius è nato a Pretoria, in Sudafrica, il 22 novembre 1986. Nasce con una grave malformazione agli arti inferiori, senza talloni, situazione che costringe i medici ad amputare al bambino, all'età di soli undici mesi, entrambi gli arti inferiori al di sotto della rotula. Durante gli anni del liceo pratica il rugby e la pallanuoto, poi per riabilitazione da un infortunio (2003) pratica l'atletica leggera, che diventa la sua principale attività dal 2004.

Il primo appuntamento ufficiale di rilievo arriva nel 2004 quando partecipa alle Paralimpiadi di Atene. A diciassette anni vince la medaglia di bronzo sulla distanza dei 100 metri; vince poi un oro sui 200, battendo gli statunitensi Marlon Shirley e Brian Frasure, atleti amputati singoli più quotati di Pistorius.

Fin dal 2005 esprime il desiderio di poter correre assieme e contro i normodotati alle Olimpiadi di Pechino del 2008. Avanza una richiesta formale alla IAAF (BOX: International Association of Athletics Federations, è l'associazione internazionale delle federazioni di atletica che regola lo svolgimento delle gare dei normodotati e anche le paralimpiadi) ma l'organismo il 13 gennaio 2008 respinge la richiesta, sostenendo che le protesi lo avvantaggino.
Pistorius aveva ottenuto però un parziale successo nel giugno del 2007, quando ha partecipato al Golden Gala di Roma con i normodotati nella gara dei 400 metri. Il 13 luglio 2007 Pistorius ottiene la seconda posizione al Golden Gala.
Soprannominato "The fastest thing on no legs", Pistorius detiene il record del mondo per amputati, su tutte e tre le distanze su cui corre: 10.91 sui 100 metri, 21.58 sui 200 metri e 46.56 sui 400 metri.
Nel maggio 2008 il TAS (Tribunale Arbitrale Sportivo) ha accettato il ricorso di Pistorius, consentendo all'atleta di partecipare a qualunque competizione ufficiale e quindi di tentare di qualificarsi per Pechino 2008. Come si è già detto, Pistorius non ce l'ha fatta. Le vicende connesse alla sua vertenza con le autorità che gestiscono i regolamenti olimpionici lo hanno tenuto lontano, lui dice, da una corretta attività di allenamento.

Intervista a Oscar Pistorius
Prima della decisione del Tribunale di Losanna, Pistorius è passato da Milano. Lo abbiamo intervistato, in video, ponendogli domande anche sulla sua vita e la sua storia.. In questo primo estratto dell'intervista Oscar risponde alle seguenti domande:

Quando hai deciso di iniziare a correre?
Qual è la tua settimana tipo?
Come riesci a conciliare studi e atletica?
Come ti sei sentito dopo aver corso il Golden Gala a Roma?

Che tempi fa Pistorius?

10"91 sui 100 metri
21"58 sui 200 metri
46"56 sui 400 metri

I tempi necessari per qualificarsi erano:
10"21 sui 100 metri
20"59 sui 200 metri
45"55 sui 400 metri

I record mondiali delle tre categorie invece sono:
100 m record mondiale 9"69
200 m record mondiale 19"30
400 m record mondiale 43"18

Quando abbiamo chiesto a Pistorius che tempi pensa di poter raggiungere, ci ha risposto così.

Un commentatore autorevole e motivato delle vicende di Pistorius è senza dubbio Daniele Bonacini. Ingegnere meccanico, 36 anni, nel 1993 subisce un grave incidente che gli procura la perdita di una gamba, amputata sotto il ginocchio. Da qui parte la sua storias umana e professionale, anche, poiché oggi Bonacini è socio, insieme ad altri ingegneri, della Roadrunnerfoot engineering srl, una azienda specializzata nella costruzione di protesi, in particolare per applicazioni sportive.
Sui tempi realizzati da Pistorius, questa è stata la risposta di Bonacini.

Come può correre Pistorius?

Oscar Pistorius corre grazie a particolari protesi, denominate "cheetah flex feet", realizzate dalla ditta islandese Ossur.

Come sono fatte le cheetah?
Sono supporti semi-ellittici in fibra di carbonio composito. Non hanno tallone e la parte superiore è costituita da una guaina morbida in cui si alloggia l'arto monco. Le protesi si attaccano al quadricipite con delle legature a strappo, e all'estremità inferiore sono rivestite da chiodini, che garantiscono aderenza in pista.
Le protesi hanno un costo di circa 30.000 euro.
A Pistorius abbiamo chiesto di descriverci le sue cheetah.



continua

 

 

 

 

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I pro e i contro: perchè questo caso è così complicato?

Perché si sostiene che Pistorius non può partecipare alle gare con i normodotati?
Perché i test ufficiali sostengono che le protesi lo avvantaggino

Ma i video che lo riprendono in corsa fanno vedere che Pistorius, per correre, deve muovere il torso e le braccia come nessun atleta normodotato farebbe mai perché dichiaratamente svantaggioso

Esiste però un metodo oggettivo per confrontare vantaggi e svantaggi?
No, non esiste una tale procedura.

Quindi si esprime un giudizio sul caso Pistorius mentre di fatto si costruisce la normativa da cui questo giudizio discende

Le norme IAAF escludono che un atleta disabile possa correre con i normodotati?
No, non lo escludono

Però un paratleta si ritiene che debba usare qualche protesi per partecipare a una gara.
No, non è detto: potrebbe essere privo di un braccio e correre i 100 metri con atleti che ne hanno due

Perché questo non avviene?
Perché la mancanza di un braccio è chiaramente uno svantaggio

Il che non esclude, tuttavia, che un atleta prima o poi potrebbe riuscire a correre bene anche senza un braccio.
Ma quel punto le regole attuali potrebbero dirci che è avvantaggiato perché senza un braccio pesa meno degli altri

Alcuni, a proposito di Pistorius, sostengono che quella parte artificiale delle sue gambe, banalmente, non si stanca. E' un vantaggio.
Ma altri dicono: le protesi non hanno sensibilità. E' uno svantaggio.

Allora si dovrebbe poter utilizzare un criterio per confrontare stanchezza e sensibilità, e sembra proprio di poter dire che non esiste nessun principio fisico che lo consenta..

L'introduzione di nuove tecnologie può di fatto creare differenze non superabili per alcuni atleti?
Sì. Per esempio, dei costumi in grado di notevoli performance di galleggiamento, combinati con piedi particolarmente grandi, potrebbero generare performance assolutamente irraggiungibili per chiunque non abbia almeno il 54 di piede.


Un forte sviluppo della tecnologia potrebbe, inoltre, creare dei vantaggi forti per singoli soggetti, creando anche in questo caso una unicità nascosta e rendendo molto performanti delle caratteristiche fisiche che altrimenti non lo sarebbero.

Le protesi di Pistorius sono state studiate per adattarsi perfettamente alla forma delle estremità finali delle sue gambe. Questa è una procedura molto costosa.
Quindi la tecnica custom, come si dice, o su misura, crea anche un evidente problema di capacità di investimento che non tutti gli atleti possono avere.

La mancanza di una normativa efficiente per il caso Pistorius mette in luce altre normative carenti. Infatti, se Pistorius è avvantaggiato per i normodotati lo sarà a maggior ragione per i disabili.
Ma le normative per le paraolimpiadi regolamentano in modo approssimato le protesi. Infatti, tali normative non comprendono alcuna indicazione sulle leghe metalliche da usare per queste protesi

E questo particolare, ovvero leghe metalliche che danno risposte dinamiche troppo elevate, è uno dei punti fondamentali per cui si è proposto di escluddere Pistorius dalle Olimpiadi di Pechino.

Il paradosso finale, quindi, è che le sue protesi ultraperformanti, e da proibire per il mondo dei normodotati, gli consentono di correre con i disabili.
E in fatti alle paraolimpiadi Pistorius ha vinto tutto quello che poteva vincere.

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