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a cura di Maurizio Melis
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l'Intervista a Pergiorgio Picozza
Materia, antimateria, materia oscura. Di cosa è
fatto l'Universo?
Noi tutti abbiamo familiarità con la materia
ordinaria, di cui siamo composti noi stessi e tutto
ciò che riusciamo a vedere: lo stereo, le stelle,
l'aria che respiriamo. Ma dagli anni '30 del secolo
scorso sappiamo che esiste anche l'antimateria, e che
anzi essa è prodotta dagli stessi fenomeni fisici
che producono la materia ordinaria, in maniera del tutto
simmetrica (tanto che uno dei principali interrogativi
della fisica moderna è spiegare come sia possibile
che la materia ordinaria abbia preso il sopravvento
sull'antimateria). Infine, negli anni '70, si scoprì
che la massa presente nell'Universo, stimata a partire
dall'osservazione dei suoi effetti gravitazionali, era
molto più grande di quella attribuibile alla
sola materia visibile. La situazione era a dir poco
imbarazzante, perché mancava all'appello addirittura
il 90% della massa dell'universo. A questa massa mancante,
i fisici hanno dato il nome di materia oscura: un terzo
tipo di materia, quindi, che interagisce poco e niente
con la materia ordinaria e che è perciò
molto difficile rivelare. Oggi i fisici stanno cercando
di dare un volto a questo misterioso componente dell'universo.
Ebbene, un importante passo avanti potrebbe essere
arrivato da Pamela, un rivelatore di raggi cosmici made
in Italy che da tre anni si trova a bordo di un satellite
russo, e che ha rivelato una grande quantità
di positroni altamente energetici. I positroni sono
appunto le antiparticelle degli elettroni. La comunità
di fisici è in grande fermento perché
potrebbe trattarsi del primo segnale di materia oscura
individuato fin ora. Ma potrebbe trattarsi anche di
altro, per esempio di particelle emesse da pulsar o
da altri oggetti astronomici. Insomma siamo in una di
quelle fasi, confuse ma eccitanti, che caratterizzano
i giorni successivi all'acquisizione di un importante
dato sperimentale, in cui la comunità di fisici
si mobilita per proporre possibili spiegazioni a quanto
osservato. E' in questi momenti che emerge più
chiaramente il modo di procedere della scienza.
Ne abbiamo parlato con Piergiorgio Picozza, ricercatore
dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e docente
presso l'Università di Roma Tor Vergata, nonché
coordinatore dell'esperimento Pamela...
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l'Intervista a Pergiorgio Picozza
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