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Oppenheimer. Dalla bomba atomica alla guerra fredda:la
tragedia di uno scienziato.
E' il titolo dell'ultimo saggio di Abraham Pais. Non
solo per la data di pubblicazione: Pais, infatti, è
morto nell'agosto del 2000, lasciando incompiuta l'ultima
parte della sua ampia biografia dedicata alla vita di Robert
Oppenheimer, fisico come lui, di famiglia ebraica come lui,
entrambi ricercatori e docenti a Princeton, ma diversi per
alcuni tratti importanti del carattere, al punto che Pais
- lo dichiara esplicitamente nel suo testo - a lungo esitò
nell'impegnarsi nella biografia di questo controverso e
complesso personaggio della scienza pre e post seconda guerra
mondiale, 15 anni durante i quali la sua vita passò
dalla gloria alle accuse di tradimento.
Robert Oppenheimer è l'uomo che diresse
il gruppo di scienziati impegnati nella costruzione della
bomba atomica americana. Fu scelto dal generale Leslie Groves,
che era al corrente delle sue simpatie socialiste praticate
negli anni '30, ma che allo stesso tempo riteneva fosse
l'unico in grado di organizzare il lavoro di centinaia di
scienziati impegnati in una drammatica corsa con il tempo,
nella convinzione - apparsa definitivamente infondata solo
nella primavera del 1945 - che i nazisti fossero vicini
alla costruzione di un loro ordigno nucleare.
Pais conferma l'opinione di Groves: Oppie (questo un suo
amichevole sopranome) era un eccezionale organizzatore e
uno scienziato in grado di comprendere in profondità
le varie aree di ricerca sviluppate dal vasto team di Los
Alamos. Forse privo di intuizioni scientifiche brillanti,
racconta Pais; ma anche pervaso da una smisurata ambizione
(lato del carattere che non piaceva al suo biografo).
Il 15 luglio del 1945 Oppenheimer inviò il seguente
messaggio al pool di scienziati che, a Los Alamos, avevano
la direzione dei gruppi di ricerca. "Ogni data,
dopo il 15, potrebbe essere buona per la nostra gita di
pesca. Poiché non abbiamo abbastanza sacchi a pelo,
è meglio che non portiate nessuno con voi".
La mattina del 16 luglio, nel deserto del New Mexico, si
alzava il primo fungo atomico nella storia dell'umanità.
La totale segretezza degli anni a Los Alamos si rovesciò
in travolgente popolarità per Oppenheimer che dalla
fine della guerra ai primi anni '50 godette di enorme prestigio
negli Stati Uniti. Tuttavia, come altri scienziati, anche
Oppie fu attraversato dal dubbio di aver aperto le porte
su uno scenario incontrollabile. Non fece parte dei movimenti
anti-atomici, come Joseph Rotblat o Einstein, ma si oppose,
come consigliere scientifico del governo, alla costruzione
della Bomba H, la bomba all'idrogeno, fortemente promossa
da Edward Teller, suo collega a Los Alamos. Fu il giro di
boa, anche abbastanza improvviso. Su Oppenheimer spuntarono
articoli e dossier che ripescavano nelle sue frequentazioni
socialiste del passato, senza risparmiare altri componenti
della sua famiglia.
Nel 1954, in pieno maccartismo, Oppie subì anche
un processo.
Abbandonò ovviamente ogni incarico, mentre a Princeton
le autorità accademiche non ebbero problemi ad affidargli
l'incarico di direzione dell'Institute for Advanced Study,
incarico che conservò fino al 1967, anno della morte.
Nel 1961 fu John F. Kennedy che riabilitò lo scienziato,
invitandolo alla Casa Bianca per consegnargli il Premio
Fermi.
La biografia di Abraham Pais è un lungo
racconto che nessun altro biografo avrebbe potuto scrivere,
opera ultima di un autore che già conoscevamo per
il magistrale Sottile è il Signore, dedicato
a Albert Einstein. Come dicevamo, Pais non ha chiuso il
suo racconto, fermandosi a poco prima del processo del '54.
Robert Crease, storico dela scienza e già autore
di molti saggi, ha concluso l'opera.

Oppenheimer. Dalla bomba atomica alla guerra fredda:la
tragedia di uno scienziato.
Ed. Mondadori, collana Le Scie
euro 22 - pag. 431
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