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a cura di Mariachiara Albicocco
La tecnologia al servizio dell'alimentazione. E' questo il tema
centrale di Science
for Food. La manifestazione che si tiene dal 10 al 22 aprile
alla Città della Scienza di Napoli. Nasi elettronici
per testare la bontà della conserva di pomodoro, spettroscopia
laser per controllare la qualità del vino, pellicole trasparenti
che cambiano colore se il prodotto che contiene si è deteriorato,
ma anche i raggi x impiegati sulle olive denocciolate.
Queste sono solo alcune delle tecnologie in mostra a Napoli. Ma
adesso ci occupiamo in particolare proprio di noccioli di oliva
passate ai raggi X, ma nelle prossime puntate approfondiremo
anche le altre innovazioni tecnologiche utilizzate nel settore
agroalimentare.
Ascolta l'intervista a Luca
Poletto,
ricercatore del laboratorio Luxor
dell'INFM (Istituto
Nazionale per la Fisica della Materia) che ha sperimentato la
tecnologia.
Certificato di garanzia per i prodotti denocciolati
Olive, ciliege, prugne e molti altri prodotti ortofrutticoli
vengono oggi offerti già denocciolati ai consumatori. Ma
il processo industriale, condotto meccanicamente, non può
dare garanzie di assoluta affidabilità. Accade così
che resti qualche nocciolo di troppo e per salvaguardare il consumatore
i prodotti denocciolati vengono nuovamente controllati alla conclusione
del processo.
L'utilizzo di radiazione X permette di evitare l'intervento umano
in questa fase di controllo qualità perché analizza
le strutture interne degli oggetti senza distruggerli. La misura
della quantità di radiazione X assorbita dopo aver attraversato
il prodotto, infatti, ne rivela particolari non visibili dall'esterno
come la presenza del nocciolo.

Analisi di unimmagine a raggi X di unoliva
con nocciolo

Analisi di unimmagine a raggi X di unoliva
senza nocciolo
Un nastro trasportatore fa passare i frutti denocciolati attraverso un fascio
di raggi X (vedi immagine in alto); l'immagine risultante
viene catturata tramite un sensore ad alta risoluzione
e con l'utilizzo di sofisticati algoritmi è possibile
riconoscere se il frutto è stato correttamente
denocciolato. Per i prodotti che non soddisfano il
controllo qualità entra in azione un getto di
aria compressa che provvede a scartarli.
I sistemi di controllo a raggi X sono già utilizzati
nell'ambito della filiera di produzione agroalimentare
(ad esempio nel controllo degli omogeneizzati) perché
danno garanzie di alta produttività e affidabilità
del processo: le velocità di trasporto dei frutti
possono essere di oltre 1000 mm/s e si possono rilevare
anche i frammenti di 1 mm. Il sistema richiede una sorgente
di radiazione X e un rivelatore in grado di fornire
un segnale proporzionale all'assorbimento subito dalla
radiazione attraversando il frutto. L'immagine viene
acquisita da un computer ed elaborata per ricavarne
l'informazione richiesta.
19.04.08
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