A diciassette anni di distanza dalla sua scoperta Oetzi,
l'uomo di Similaun, sembra non aver ancora esaurito l'enorme mole
di informazioni che può svelarci sul nostro passato di
esseri umani. Si è appena concluso lo studio del suo DNA
mitocondriale, cioé i piccoli segmenti di DNA che si trasmettono
esclusivamente per via materna. Ebbene il DNA mitocondriale di
Oetzi sembra essere estinto, come se le donne della sua famiglia
non avessero oggi in Europa discendenti femmine. Può sembrare
una notizia marginale, eppure ha implicazioni importanti che possono
addirittura fornirci indizi per rispondere a una delle grandi
domande sul passato degli europei: ci furono o meno nel remoto
passato incroci tra uomini di Neandertal e Sapiens? Ne parliamo
con Luca Ermini, primo autore dello studio sul DNA mitocondriale
di Oetzi.
Chi è Oetzi?
L'uomo di Similaun, chiamato affettuosamente Oetzi, è stato
ritrovato nel 1991 a 3200 metri di quota, nella zona del ghiacciaio
di Similaun, nelle Alpi Venoste o come si chiamano in tedesco,
Oztaler, da cui il suo soprannome. Risale a circa 5.300 anni fa,
visse circa 600 anni prima che sorgessero le piramidi di Giza,
alla morte aveva circa 45 anni e un corredo molto interessante
di vestiti, (recentemente studiati, si è detto che erano
composti esclusivamente da pelli o pelo di animali) e di armi,
fra cui una ascia. Sappiamo che era alto 1,60, pesava circa 50
chili, portava 38 di scarpe e ora conosciamo anche il suo Dna
mitocrondriale: è stato studiato da un gruppo di ricercatori
italiani, delle Università di Camerino e del CNR di Milano
e dell'Università inglese di Leeds. Un anno fa circa, quando
l'attività di studio era all'inizio, ne avevamo parlato
con Franco Rollo, dell'Università di Camerino. Clicca
qui per andare alla puntata di Moebius del 6 ottobre 2007.
Ora il sequenziamento è concluso, e i risultati sono stati
pubblicati sulla rivista Current Biology, con qualche sorpresa.
Il Dna mitocondriale è un Dna molto particolare: è
molto piccolo e non si trova nel nucleo delle cellule bensì
in particolari organelli che si chiamano mitocondri. La sua peculiarità
è il fatto che ciascuno di noi lo eredita solo dalla madre:
il Dna mitocondriale del padre non passa alla prole: si perde.
Agli studiosi dell'evoluzione il Dna mitocondriale piace molto,
perché non solo si tramanda in modo chiaro lungo la linea
femminile ma in più il Dna mitocondriale presenta una tasso
di mutazione costante e quindi si comporta un po' come un orologio
biologico: molto adatto per ricostruire alberi genetici su un
lungo lasso di tempo. In Europa esistono molti diversi ceppi di
Dna mitocondriale: si sarebbero formati 15-50.000 anni fa e oggi
sono distribuiti in tutto il continente. Ed ecco la sorpresa:
il Dna di Oetzi non appartiene a nessuno dei ceppi oggi esistenti
in Europa, proviamo a capire cosa implica ciò con Luca
Ermini, giovane ricercatore italiano, attualmente all'Università
inglese di New Castle e primo autore dell'articolo sul Dna di
Oetzi.
Sbobinatura intervista
D:Allora cosa vuol dire che il Dna mitocondriale
di Oetzi non appartiene a uno dei ceppi oggi esistenti in Europa?
R: Vuol dire che si deve essere estinto, cioè che
la linea femminile delle madri e delle sorelle di Oetzi a un certo
punto si è interrotta, senza lasciare discendenti femmine
e questo deve essere successo negli ultimi 5000 anni
D: Cosa c'è di sorprendente in questo fatto?
R: si pensava a un tasso di estinzione del mDna piuttosto
basso, trovarne un ceppo estinto nella prima mummia osservata
può farci ripensare questo punto .
D: La cosa potrebbe avere implicazioni molto interessanti
anche su temi estremamente dibattuti come la nostra possibile
parentela di Homo sapiens con i neandertal?
R: Sì, perché questa è stata esclusa
proprio in base alla considerazione che dai campioni di Dna mitocondriale
di neandertal esaminati non emerge contaminazione con femmine
di sapiens, ma se ci fossero state unioni con femmine di sapiens
il cui Dna mitocondriale si è successivamente estinto .
D:La vostra arma vincente è stato l'utilizzo
di una tecnica per studiare il Dna innovativa, molto veloce. Ora
a cosa pensate di applicarla?
R: Residui alimentari nello stomaco ed eventualmente altre
mummie .