Cina e Stati Uniti, ma anche altri paesi, hanno dichiarato
di voler tornare sulla Luna. Per la Cina la cosa potrebbe
avere un senso: mandare l'uomo sulla Luna e riportarlo
indietro intero è, ancora oggi, una impresa difficilissima.
Riuscirci (anche se, probabilmente, senza una sola novità
tecnologica di rilievo) significa dimostrare al mondo
di padroneggiare al massimo livello tutte le tecnologie
spaziali: dalla propulsione alle attività extraveicolari.
La comunità scientifica, invece, è sostanzialmente
contraria a un bis. Sappiamo sulla Luna più che
di ogni altro corpo planetario, asteroide o cometa del
sistema solare. La Luna non è un posto adatto
per ospitare né una base spaziale stabile, né
una base di lancio verso altre destinazioni. Tantomeno
si può pensare di farci attività estrattive
o industriali, che sarebbero completamente prive senso
dal punto di vista economico.
Giovanni Bignami, Astronomo ed ex presidente dell'Agenzia
Spaziale Italiana, di motivi per non tornare sulla Luna
ne ha elencati addirittura 10, messi neri su bianco
in un articolo pubblicato du Wired.
Tuttavia, oltre che delle ragioni per non tornare,
con lui abbiamo parlato anche degli obbiettivi alternativi.
La comunità scientifica internazionale, infatti,
è ben lungi da rinunciare all'esplorazione umana
dello spazio. Bignami, che ha diretto alungo il programma
spaziale italiano, abbraccia le proposte di Buzz Aldrin:
portare degli esseri umani su una cometa o su un asteroide
da quì a 10 o 15 anni. Ci sarebbe molto di più
da scoprire e sarebbe un ottimo allenamento per Marte.
Perché è' sul pianeta rosso che tutti,
alla lunga, vogliono andare.