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La Natura ha degli interruttori?


 
   
 

a cura di Federico Pedrocchi

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Cambiamenti climatici improvvisi, e se vogliamo la definizione scientifica in inglese, quella che ritroviamo nella pubblicistica specializzata, eccola: Abrupt Climate Change (ACC).
E' questa la fenomenologia che è da temere maggiormente, e che nasce dalla seguente considerazione: per le conoscenze che noi abbiamo della Natura e dei suoi processi, nulla esclude che le condizioni climatiche nelle quali siamo soliti vivere abbiano una improvvisa precipitazione, un cambiamento brusco, che si esprime in pochi anni, e che determina, sul pianeta, condizioni di vita nettamente alterate rispetto alle attuali.
Siamo lontani da fatti come gli inverni molto rigidi - il 2009 è stato uno di questi - o da stagioni con uragani particolarmente intensi. Quando si parla di ACC ci si riferisce a pianure ghiacciate, come i 14 mila chilometri di tundra siberiana, che rilasciano in atmosfera i miliardi di tonnellate di metano contenute nel permafrost oggi congelato. Un mutamento di temperatura nelle zone nordiche del pianeta potrebbe superare una certa soglia, innescando la "sindrome siberiana", come un interruttore che accende un circuito.
Ma tali mutamenti, improvvisi, fanno parte delle potenzialità naturali?
Giuseppe Caravita, giornalista scientifico del Sole 24 Ore, ha raccolto una serie di contributi di ricerca, prodotti in vari centri di ricerca mondiali, tutti concentrati sulla situazione dell'Artico. In questa zona del pianeta abbiamo, come si è già detto, le grandi concentrazioni di permafrost, ovvero torba e cioè una miscela di terra e composti vegetali che sono congelati da millenni. Ma abbiamo anche miliardi di tonnellate di idrati di metano che sono custodite sotto i fondali dei mari artici. Anche in questo caso un innalzamento delle temperature può liberare il metano. Si veda a questo proposito il filmato che Al Gore ha presentato al recente meeting della Associazione Americana per l'Avanzamento delle Scienze. Osservare un lago ghiacciato che prende fuoco non è una immagine da considerarsi consueta.
Ospite nella trasmissione di Moebius del 14 marzo 2009, Caravita ha esposto il suo lavoro di ricerca e da qui siamo partiti per chiedere a due esperti - Luigi Mariani, agro-meteorologo dell'Università Statale di Milano, e Mauro Guglielmin, climatologo dell'Università Insubria - cosa oggi possiamo dire sulla eventualità dei cambiamenti climatici improvvisi.

 

 

 

 

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