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Cambiamenti climatici improvvisi, e se vogliamo la
definizione scientifica in inglese, quella che ritroviamo
nella pubblicistica specializzata, eccola: Abrupt
Climate Change (ACC).
E' questa la fenomenologia che è da temere maggiormente,
e che nasce dalla seguente considerazione: per le conoscenze
che noi abbiamo della Natura e dei suoi processi, nulla
esclude che le condizioni climatiche nelle quali siamo
soliti vivere abbiano una improvvisa precipitazione,
un cambiamento brusco, che si esprime in pochi anni,
e che determina, sul pianeta, condizioni di vita nettamente
alterate rispetto alle attuali.
Siamo lontani da fatti come gli inverni molto rigidi
- il 2009 è stato uno di questi - o da stagioni
con uragani particolarmente intensi. Quando si parla
di ACC ci si riferisce a pianure ghiacciate, come i
14 mila chilometri di tundra siberiana, che rilasciano
in atmosfera i miliardi di tonnellate di metano contenute
nel permafrost oggi congelato. Un mutamento di temperatura
nelle zone nordiche del pianeta potrebbe superare una
certa soglia, innescando la "sindrome siberiana",
come un interruttore che accende un circuito.
Ma tali mutamenti, improvvisi, fanno parte delle
potenzialità naturali?
Giuseppe Caravita, giornalista scientifico del
Sole 24 Ore, ha raccolto una serie di contributi di
ricerca, prodotti in vari centri di ricerca mondiali,
tutti concentrati sulla situazione dell'Artico. In questa
zona del pianeta abbiamo, come si è già
detto, le grandi concentrazioni di permafrost, ovvero
torba e cioè una miscela di terra e composti
vegetali che sono congelati da millenni. Ma abbiamo
anche miliardi di tonnellate di idrati di metano che
sono custodite sotto i fondali dei mari artici. Anche
in questo caso un innalzamento delle temperature può
liberare il metano. Si veda a questo proposito
il filmato che Al Gore ha presentato al recente
meeting della Associazione Americana per l'Avanzamento
delle Scienze. Osservare un lago ghiacciato che prende
fuoco non è una immagine da considerarsi consueta.
Ospite nella trasmissione di Moebius
del 14 marzo 2009, Caravita ha esposto il suo lavoro
di ricerca e da qui siamo partiti per chiedere a due
esperti - Luigi Mariani, agro-meteorologo dell'Università
Statale di Milano, e Mauro Guglielmin, climatologo
dell'Università Insubria - cosa oggi possiamo
dire sulla eventualità dei cambiamenti climatici
improvvisi.
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