I primi quattrocentomila anni di vita dell'universo
sono stati i più turbolenti. Ancora troppo denso
e opaco alla radiazione elettromagnetica, era attraversato
da onde d'urto che si propagavano
nel plasma bollente, formando addensamenti e rarefazioni
di cui è rimasta traccia nella disposizione della
materia e dell'energia che osserviamo nell'Universo
odierno. Amedeo Balbi, ricercatore, ha affiancato George
Smooth (premio nobel per la fisica 2006) nello studio
di questa età oscura dell'universo. Ne ha tratto
un libro intitolato La musica del Big Bang -
ediz. Springer, Moebius lo ha intervistato per
voi.