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I servizi
e le interviste
di Moebius
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Bolzano diventa capitale
mondiale delle mummie. 
Intorno a Oetzi (nella foto qui accanto), il cacciatore del
neolitico ritrovato nel 1991 in Val Senales, i ricercatori europei
stanno raccogliendo 70 pezzi che raccontano la ricerca della
vita eterna attraverso i processo di mummificazione. La più
grande mostra inerente al tema di "Mummie e conservazione"
di livello internazionale sarà allestita, nel marzo del
2009, nelle sale del Museo
Archeologico dell'Alto Adige. Si tratterà di un evento
scientifico e mediatico di notevole portata nell'ambito del quale
saranno esposte mummie provenienti dal Sud America, dall'Asia, dall'Egitto
e da altri Paesi Europei.
Ascolta l'intervista
al Prof. Albert Zink, direttore dell'Istituto per le mummie
e l'Iceman dell'EURAC
di Bolzano, al microfono di Gigi Donelli di Radio24. Con lui parliamo
della mostra, ma anche di mummificazione artificiale e naturale.
Biografia
Albert Zinc è tedesco. Nato nel 1965 a Monaco di Baviera,
laureato in biologia all'Università Ludwig-Maximilian di
Monaco (LMU), nel 1998 ha concluso il dottorato di ricerca all'Istituto
di antropologia e genetica umana. Ricercatore scientifico del
team del Prof. Andreas Nerlich all'istituto di Patologia dell'Università
di Monaco e presso l'ospedale universitario München-Bogenhausen.
Qui si dedicò in particolar modo alla ricerca di modificazioni
maligne nelle mummie dell'antico Egitto e in particolare all'identificazione
di processi molecolari e biologici volti a provare agenti patogeni
umani. All'inizio del 2005 ha svolto l'abilitazione su ricerche
paleopatologiche sulle mummie dell'antico Egitto e ha ottenuto
la cattedra di insegnamento alla Facoltà di Medicina dell'Università
di Monaco.
Dall'ottobre 2004 è membro del gruppo del Prof. Dr. W.
M. Heckl al Dipartimento di Geoscienze dell'Università
di Monaco e da marzo 2006 fino a giugno 2007 ha condotto il gruppo
di lavoro di nanobiomedicina.
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