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a cura della redazione e
con la collaborazione di Andrea Serino, Università
di Bologna
Davvero pensate che vediamo con gli occhi, sentiamo
con le orecchie e tocchiamo con le dita?
Moebius, con il mensile di scienza Newton, sarà
al Festival
della Scienza di Genova e vi aspetta alla postazione
'Incredibile Enel' al Porto Antico per fare esperimenti
di neuroscienze...
30,31,1 ottobre 2010
dalle 14:30 alle 17:00
2 novembre 2010 dalle 17:30 alle 19:30
IL CERVELLO MULTISENSORIALE
Nonostante i nostri sensi siano separati, percepiamo
e viviamo l'esperienza di un mondo unitario grazie alla
costante ed inevitabile interazione fra i diversi sensi
nel cervello. L'ambiente è profondamente multisensoriale
e la nostra capacità di interagire con esso dipende
anche dall'abilità della nostra mente di cogliere
le interazioni, le ridondanze o le discrepanze fra le
informazioni multisensoriali che registra, e le conseguenze
delle azioni che compiamo. L'interazione fra le informazioni
dei diversi sensi e il movimento sono alla base anche
dell'esperienza del nostro corpo e dello spazio intorno.
RUBBER HAND ILLUSION
Questo esperimento induce una percezione illusoria
di una mano finta come fosse la propria mano. Il soggetto
è seduto, con le mani poggiate su un tavolo,
coperte da uno schermo opaco, in modo che non siano
visibili. A lato di una delle sue mani è posizionata
una mano di gomma, che invece è visibile. Il
soggetto deve osservare la mano di gomma che viene accarezzata
dallo sperimentatore, mentre sente la propria mano accarezzata
dallo sperimentatore nello stesso punto. Se le stimolazioni
vista sulla mano finta ed esperita sulla propria mano
sono sincrone, dopo qualche secondo il soggetto avrà
la sensazione che la mano finta sia in realtà
la sua mano.
MORPHING FACE ILLUSION
Questo esperimento è l'adattamento della
Rubber Hand Illusion al dominio dei volti. Il soggetto
siede di fronte ad uno schermo di computer su cui è
proiettata l'immagine del volto di un altro individuo.
Il soggetto riceve una stimolazione tattile sulla propria
guancia, mentre vede il volto dell'individuo di fronte
a sé essere toccato sullo stesso punto. Prima
e dopo tale stimolazione il soggetto vede un video in
cui il suo volto progressivamente si trasforma in quello
dell'individuo osservato durante la stimolazione (oppure
il volto osservato si trasforma nel proprio). Il compito
del soggetto è fermare il video non appena smette
di vedere sé stesso (oppure comincia a vedere
l'altro). Quando questo compito viene svolto dopo l'esperienza
di stimolazione visuo-tattile, il soggetto cambia il
tempo di risposta, cioè tende a vedere per più
tempo sé stesso nell'altro (oppure a vedersi
prima nell'altro).
REVEALER
Questo compito serve a misurare come esplicitamente
i soggetti percepiscono il loro corpo. Il soggetto viene
fotografato a figura intera; la foto viene caricata
in un software che distorce la figura del corpo rendendola
o molto più larga o molto più stretta
di quel che è. Al soggetto, in diversi trial,
vengono mostrati questi due estremi e gli viene chiesto
di modificare mediante dei pulsanti questa immagine
distorta del proprio corpo, restringendola o allargandola,
fino a renderla uguale alla percezione reale che egli
ha del proprio corpo. In diversi compiti si potrà
chiedere di renderla uguali a "come pensa di essere",
"come sente di essere", "come vorrebbe
essere", "come pensa gli altri lo/la vedono".
La differenza fra immagine reale ed immagine percepita
offre una misura delle distorsioni nella percezione
esplicita del corpo.
L'ADATTATAMENTO PRISMATICO
L'adattamento prismatico è una tecnica utilizzata
per studiare come la visione ed il movimento interagiscono,
e si modificano a vicenda. Il soggetto deve compiere
dei movimenti di puntamento verso uno stimolo visivo
mentre indossa delle lenti prismatiche che inducono
una deviazione sistematica del campo visivo di 10°
gradi verso destra. In tal modo lo stimolo apparirà
al soggetto spostato rispetto alla sua posizione reale,
e di conseguenza, inizialmente i movimenti di puntamento
risulteranno sbagliati. Progressivamente però
il soggetto correggerà automaticamente il suo
movimento per adattarsi alla deviazione indotta dai
prismi, e dopo poche prove sarà accurato nel
raggiungere lo stimolo. Quando però il soggetto
toglierà gli occhiali prismatici e cercherà
di raggiungere lo stimolo visivo, visto normalmente,
compirà degli errori sistematici in direzione
opposta alla deviazione indotta dai prismi. Questo effetto,
detto after-effect, che dura pochi minuti, è
la conseguenza della correzione automatica messa in
atto durante l'esposizione ai prismi ed ereditata dal
sistema sensori-motorio.
LA MIRROR BOX
Se si inserisce la propria mano destra in una scatola
con uno specchio il soggetto avrà l'illusione
che l'immagine riflessa della propria mano destra sia
in realtà la propria mano sinistra. Chiedendo
di svolgere movimenti bimanuali congruenti o incongruenti,
si inducono strane illusioni percettive relative alle
proprie mani.
LE ILLUSIONI TATTILI
Attraverso una serie di "esperimenti" autosomministrati,
il pubblico proverà direttamente sul proprio
corpo alcune famose illusioni percettive che derivano
dal conflitto fra informazione tattile e postura delle
diverse parti del corpo, come l' "illusione di
Aristotele" o il "coniglio sulla pelle".
DIMOSTRAZIONI
I MECCANISMI DI BASE DELL'INTEGRAZIONE MULTISENSORIALE
Attraverso video e presentazioni verranno mostrati famosi
effetti d'integrazione multisensoriale tra visione e
udito (come l'effetto Ventriloquio, l'effetto McGurk)
e visione e tatto (lo specchio tattile). Le dimostrazione
serviranno ad introdurre alcuni meccanismi di base dell'integrazione
multisensoriale.
LE APPLICAZIONI DELL'INTEGRAZIONE MULTISENSORIALE
Verranno mostrati alcuni modelli di protesi di arto
superiore per dimostrare come i principi alla base dell'integrazione
multisensoriale relativa alle parti del corpo possano
servire a sviluppare protesi artificiali.
27.10.10
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