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a cura di Maurizio Melis
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Uno, due, tre colpi di martello, e poi un botto. Più
o meno come l'esplosione di un mortaretto. Anatoly Kotlobai,
in arte Anatole Kotloby, si divertiva così a
testare il combustibile dei missili balistici intercontinentali,
nel laboratorio di ricerca sui combustibili solidi della
Thiokol Chemical Company, in New Jersey. Lavorava a
un progetto segreto considerato di importanza strategica
dal Governo degli Stati Uniti, in quanto parte di un
più ampio programma di armamenti volto a colmare
il cosiddetto Gap Missilistico, ovvero la superiorità
della tecnologia missilistica Sovietica, che si sarebbe
poi rivelata un mito, ma che dopo il lancio dello Sputnik
nel 1957 preoccupò molto l'America.
Anatole Kotloby era una spia Russa.
Catturato dalle truppe tedesche quando l'Armata Rossa
era in rotta, durante la Seconda Guerra Mondiale, era
stato costretto a una drammatica prigionia in un campo
di concentramento Tedesco. Con la prospettiva di finire
in un Gulag Sovietico, accusato dal regime di collaborazionismo
per il semplice fatto di aver svolto delle traduzioni
per i tedeschi, era emigrato in America, dove si era
laureato in chimica e aveva superato tutti i controlli,
generici e di sicurezza dell'FBI; evidentemente, senza
sfigurare nemmeno col KGB, per cui Kotloby era "Cook",
il cuoco
Ma torniamo al laboratorio. I botti causati dalle martellate
di Kotloby erano alquanto sgraditi. Generalmente le
esplosioni erano associate agli incidenti. In un articolo
apparso su Le Scienze di marzo, Joseph Castellaro, che
a quel tempo era suo collega, ricorda quando una siringa
era esplosa mentre iniettava pochi microlitri di liquido,
solo a causa della frizione del pistone dentro la siringa.
Il progetto a cui Kotloby e Castellaro lavoravano consisteva
nel progettare composti estremamente ricchi di fluoro,
molto instabili e pericolosi.
La tecnologia dei primi razzi era basata su combustibili
liquidi. Il razzo ospitava due grandi serbatoi criogenici,
per esempio di idrogeno e ossigeno. I due venivano miscelati
e accesi dando luogo alla combustione che forniva l'effetto
propulsivo. La reazione era controllabile e interrompibile
facilmente, ma richiedeva lunghi e complessi preparativi
per il lancio. Il Pentagono decise di impegnarsi sui
combustibili solidi. Questi sono una miscela solida
di combustibile e comburente, che viene sagomata in
blocco con la forma del razzo, e scavata all'interno,
dove brucia fino a consumarsi completamente. Una volta
acceso il razzo non c'è modo di spegnerlo, ma
può essere lanciato in pochi istanti: un vantaggio
strategico decisivo per queste armi.
Improvvisamente il "Cuoco", nel '64, fu arrestato
dall'FBI, e nessuno dei colleghi americani lo rivide
più. Rilasciato quasi subito perché non
c'erano prove sufficienti, fuggì con la moglie
a Mosca prima che le trovassero. Ma la situazione che
trovò non gli piacque, e poiché criticava
apertamente il regime, fu arrestato con una scusa e
condannato a 8 anni di reclusione. Oggi Anatole Kotloby
vive da qualche parte, in Russia, con la moglie; per
uno di quegli strani paradossi della scienza, gli studi
a cui ha partecipato trovano ora applicazione nella
ricerca contro il cancro.
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