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Micropropagazione:
piante sotto vetro


 
   
 

a cura di Mariachiara Albicocco

Il 20 e 21 novembre 2008 si è tenuto a Legnaro, in provincia di Padova, un convegno dal titolo “La micropropagazione in Italia: stato attuale e prospettive future”.
E' una tecnica poco conosciuta dal largo pubblico ma ben nota ai botanici e agli addetti a lavori, si tratta di far crescere piante miniaturizzate in vitro da utilizzare nella produzione vivaistica. Sono ben 25 milioni le piantine riprodotte in questa maniera. Ci spiega tutto, anche cosa è emerso dal convegno, Maurizio Lambardi, ricercatore del CNR di Sesto Fiorentino presso l'istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree (Ivalsa).

Ascolta l'intervista a M. Lambardi


Scarica il file audio in mp3

La tecnica
Per micropropagazione si intende la coltura in vitro di specie vegetali in una forma miniaturizzata, in condizioni di illuminazione e temperatura controllate. Le micropiante vengono piantate, anzichè su terriccio, in un gel ricco di tutte le sostanze nutritive di cui necessitano: sali minerali, vitamine, saccarosio, sostanze ormonali.
Co questa tipo di coltura le piantine possono essere riprodotte molto velocemente, svincolando i laboratori commerciali dalla stagionalità tradizionale della propagazione per talea o per innesto. Inoltre è possibile ottenere quantità molto elevate di piante ogni 3-4 settimane e in tutto l'arco dell’anno.

Applicazioni

Questa tecnica in vitro rappresenta anche un importante strumento per la conservazione della biodiversità, la valorizzazione delle produzioni e la protezione del territorio.
Tra le più importanti applicazioni della micropropagazione sicuramente rilevante è l’uso delle micro-gemme per la crioconservazione, tecnica innovativa per contenere la perdita di risorse genetiche.
Lo stoccaggio di gemme, meristemi, semi interi o embrioni, alla temperatura dell’azoto liquido (-196°C), permette il mantenimento del materiale vegetale in assoluta sicurezza genetico-sanitaria e per tempi praticamente illimitati.
Uno degli obiettivi che l’Ivalsa-Cnr e Veneto Agricoltura si pongono è la costituzione della ‘Criobanca del germoplasma veneto’, primo esempio in Italia di conservazione della biodiversità vegetale con questo tipo di tecnica. Se il progetto sarà finanziato, la criobanca ospiterà inizialmente varietà di melo, pero e di carciofo (‘Violetto di Sant’Erasmo’ e ‘Violetto di Chioggia’), linee selezionate di radicchio (Chioggia, Treviso precoce e tardivo, Castelfranco) e aglio bianco polesano.
La micropropagazione potrebbe essre anche impiegata per la riproduzione di piante medicinali, per la creazione di biomasse o di piante micorizzate, da utilizzare in programmi di rimboschimento, con il duplice obiettivo di proteggere il territorio e di integrare il reddito.

13.12.08

 

 

 

 

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