Il mondo dei robot



La ricerca nel campo dei robot si è enormemente sviluppata negli ultimi anni, anche perchè si sono aperti numerosi settori di applicazione. E' sempre in primo piano la ricerca per l'utilizzo nel mondo del lavoro, ma anche lo studio di robot per le sonde spaziali, oppure per le attività di soccorso in quelle situazioni nelle quali una macchina può lavorare e un uomo non può farlo (incendi, inquinamento chimico, edifici crollati per via di un terremoto, ecc.).
Queste diverse applicazioni hanno anche moltiplicato le ricerche di base sulla robotica, ovvero quelle ricerche nelle quali si studiano le diverse funzioni che un robot può sviluppare, al di là di utilizzi specifici.

L'equilibrio
Una delle cose più complesse per un robot è muoversi senza perdere l'equilibrio. Il corpo umano è una macchina prodigiosa, in questo campo. Il nostro piede è uno strumento che ha una straordinaria capacità di adattamento alle superfici più diverse. Il nostro sistema neurovegetativo è capace di effettuare rapidissimi mutamenti nell'orientamento del corpo in modo da mantenersi sempre in equilibrio, per esempio quando si tratta di andare in bicicletta.

La voce
Si studia anche come un robot potrebbe parlare, con dispositivi molto sofisticati e quindi dotati di laringe, di corde vocali, di meccanismi per la produzione e immissione di aria nella cavità orale

La vista
Il robot che vede come gli umani e si districa tra gli ostacoli

Ripararsi da soli
Se si progettano robot da mandare in luoghi remoti, inaccessibili a umani, è utile che sappiano arrangiarsi da soli se si verifica qualche guasto. In breve: potranno ripararsi da soli? In qualche film di fantascienza si vede spesso un robot che si aggiusta un braccio o cambia un suo occhio.

Intervista con il cyborg Kevin Warwick
Warwick è convinto la prossima forma di vita a dominare sul nostro pianeta potrebbe essere una specie a metà fra l'essere umano e le macchine.

 

Collegamenti possibili con altre materie:

  • Letteratura - Karel Capek
    Il termine robot deriva dal termine ceco robota, che significa "lavoro pesante" o "lavoro forzato". La diffusione di questo termine si deve allo scrittore ceco, il quale lo usò per la prima volta nella sua opera I robot universali di Rossum.

  • Letteratura - Isaac Asimov
    Il termine "robotica" venne usato per la prima volta nel racconto di Isaac Asimov intitolato Circolo vizioso, presente nella sua famosa raccolta Io, Robot.
    In esso, egli citava le tre regole della robotica:
    1. Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno.
    2. Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non contravvengano alla Prima Legge.
    3. Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questa autodifesa non contrasti con la Prima e con la Seconda Legge.

  • Letteratura greca e latina - Cadmo
    Cadmo seppellisce i denti di drago che si trasformano in soldati, primo esempio di uomini artificiali.
    La storia tratta da La natura dei miti greci
    Cadmo secondo Ovidio

  • Letteratura - Pigmalione
    Il mito di Pigmalione, la cui statua di Galatea prese vita, secondo Ovidio
    Pigmalione nell'arte

  • Arte - Leonardo da Vinci
    Negli appunti di Da Vinci, riscoperti negli anni cinquanta, si sono disegni dettagliati per un cavaliere meccanico.

  • Scienze e società - Il robot è femmina
    Roberta è un robot e un progetto dedicato a promuovere la robotica tra le studentesse degli istituti primari e secondari. Le donne europee sono un potenziale non utilizzato, nei settori della ricerca scientifica e delle professioni collegate alla scienza e alla tecnologia. E allora bisogna intervenire nelle scuole...

  • Letteratura inglese - Frankenstein
    Mary Shelley

  • Letteratura - Italo Svevo
    Gli ordigni de l'occhialuto uomo
    "Qualunque sforzo di darci la salute è vano. Questa non può appartenere che alla bestia che conosce un solo progresso, quello del proprio organismo. Allorché la rondinella comprese che per essa non c'era altra possibile vita fuori dell'emigrazione, essa ingrossò il muscolo che muove le sue ali e che divenne la parte più considerevole del suo organismo. La talpa s'interrò e tutto il suo corpo si conformò al suo bisogno. Il cavallo s'ingrandì e trasformò il suo piede. Di alcuni animali non sappiamo il progresso, ma ci sarà stato e non avrà mai leso la loro salute.
    Ma l'occhialuto uomo, invece, inventa gli ordigni fuori del suo corpo e se c'è stata salute e nobiltà in chi li inventò, quasi sempre manca in chi li usa. Gli ordigni si comperano, si vendono e si rubano e l'uomo diventa sempre più furbo e più debole. Anzi si capisce che la sua furbizia cresce in proporzione della sua debolezza. I primi suoi ordigni parevano prolungazioni del suo braccio e non potevano essere efficaci che per la forza dello stesso, ma, oramai, l'ordigno non ha più alcuna relazione con l'arto. Ed è l'ordigno che crea la malattia con l'abbandono della legge che fu su tutta la terra la creatrice. La legge del più forte sparì e perdemmo la selezione salutare. Altro che psico-analisi ci vorrebbe: sotto la legge del possessore del maggior numero di ordigni prospereranno malattie e ammalati."

 

 

 

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