Gli uomini sono maschilisti!
Lo dice la scienza...
a cura di Chiara Albicocco e Federico
Pedrocchi
Le donne? In cucina! La tendenza al maschilismo degli uomini è
ora provata scientificamente da una recente ricerca
dellUniversità Milano-Bicocca. lo studio
ha messo in luce che gli uomini tendono ad associare
elementi positivi, come il successo e il prestigio,
al solo ambito maschile, mentre le donne non hanno pregiudizi
di genere. Ne parliamo con la coordinatrice della ricerca
Zaira Cattaneo, ricercatrice del Dipartimento
di Psicologia dellUniversità degli Studi
di Milano-Bicocca
La ricerca
Esiste unarea del cervello in grado di frenare
le credenze maschiliste negli uomini. Se questarea
viene inibita le persone di sesso maschile, anche se
giovani e con un grado di istruzione elevato, cedono
allo stereotipo secondo cui il binomio successo-potere
è cosa da uomini. Lo studio, pubblicato sulla
rivista Neuroimage che si occupa di
ricerca neurologica e cerebrale, è stato condotto,
presso lUniversità degli Studi di Milano-Bicocca,
da Zaira Cattaneo, ricercatrice del Dipartimento di
Psicologia, da Costanza Papagno, docente di Psicobiologia
e Psicologia Fisiologica, da Giulia Mattavelli, dottoranda
presso lo stesso Dipartimento e da Elisa Platania, neolaureata
in psicologia presso lUniversità Bicocca.
I ricercatori hanno utilizzato un test che misura le
credenze implicite delle persone sul genere (Gender
Implicit Association Test, IAT) e lo hanno somministrato,
attraverso il computer, a 62 studenti della Facoltà
di Psicologia (31 uomini e 31 donne). Durante il test
appariva al centro del monitor un nome di persona che
i partecipanti dovevano classificare come maschile o
femminile usando un tasto destro o sinistro. Successivamente,
i partecipanti dovevano classificare - usando gli stessi
tasti di risposta - alcune parole come legate a una
nozione di forza o di debolezza.
Quando è stato chiesto di utilizzare lo stesso
tasto di risposta per classificare femminile
e forza i partecipanti maschi hanno commesso
più errori rispetto a quando lo stesso tasto
è stato usato per classificare femminile
e debolezza (e viceversa per i nomi maschili).
Gli scienziati dell'Università Bicocca hanno
così scoperto che nei partecipanti uomini
- vi è una forte tendenza ad associare il sesso
maschile a nozioni legate alla forza, quali potere,
autorità, successo, prestigio, e ad associare
il sesso femminile a nozioni di "debolezza",
quali fragilità, indecisione, passività,
sottomissione. Le ragazze che hanno partecipato all'esperimento
non hanno mostrato invece alcuna associazione fra il
genere e i concetti di forza e debolezza (scarica
i grafici con i risultati dello studio, per visualizzare
le note salvare il file).
I ricercatori hanno quindi studiato le basi neurali
delle credenze stereotipiche trovate nei partecipanti
maschi utilizzando la Stimolazione Magnetica Transcranica
(TMS), una tecnica di stimolazione cerebrale non invasiva
che consente di interferire selettivamente con l'attività
di una certa area cerebrale e quindi di studiarne il
ruolo in un determinato processo cognitivo. È
stato così scoperto che la corteccia prefrontale
dorsolaterale e la corteccia prefrontale dorsomediale
giocano un ruolo chiave nel controllo degli stereotipi:
infatti, quando queste aree sono state temporaneamente
inibite dalla stimolazione, i partecipanti maschi hanno
associato in maniera ancora più netta parole
legate alla forza al sesso maschile, e parole legate
alla debolezza al sesso femminile. In pratica gli uomini,
anche se non in maniera consapevole, associano elementi
positivi, come il successo e il prestigio, precipuamente
allambito maschile e solo grazie alla crescita
della corteccia prefrontale questi impulsi vengono frenati
e non sfociano in episodi discriminatori.
Le aree prefrontali sono le ultime a maturare nel cervello
e svolgono funzioni cognitive di alto livello, quali
il ragionamento, la pianificazione, l'inibizione di
risposte inappropriate, i processi decisionali. Il risultato
dello studio dimostra che il controllo sugli stereotipi
- quelli legati al genere (ma anche alla razza e all'etnia,
ad esempio) - può essere modulato interferendo
con l'attività dei lobi prefrontali. I processi
consapevoli e di controllo mediati dalla corteccia prefrontale
sono altamente influenzati dall'educazione e dallambiente
circostante: sebbene le credenze stereotipiche legate
al genere siano ancora profondamente radicate nella
nostra cultura, la corteccia prefrontale può
essere "allenata" a controllare associazioni
negative acquisite implicitamente. Diventa quindi fondamentale
investire sull'educazione affinché il controllo
esercitato dalla corteccia prefrontale sulle credenze
stereotipiche agisca il più possibile.
Gli stereotipi relativi al genere, ma la stessa cosa
vale per la razza o l'appartenenza etnica, sono forze
pervasive nella nostra cultura. Sebbene spesso le persone
non siano consapevoli di avere tali "credenze",
gli stereotipi possono condizionare il comportamento,
fino a sfociare in veri e propri atti di discriminazione.
La ricerca dimostra che le aree prefrontali giocano
un ruolo chiave nel controllare l'espressione degli
stereotipi di genere. La corteccia prefrontale è
la sede dei processi mentali di più alto livello,
quali la pianificazione, il problem solving, la decisione,
l'inibizione di risposte socialmente inappropriate ed
è tra le ultime aree del cervello a raggiungere
la completa maturazione (durante l'adolescenza o più
tardi). Per questo, la corteccia prefrontale è
particolarmente suscettibile a venir forgiata dall'educazione.
Ogni orecchio sente un mondo diverso
La corteccia uditiva è adattata e sintonizzata in ogni individuo in
modo diverso a seconda dell'ambiente che lo circonda
Neuroni Specchio. Lo specchio
dell'altro
Su di loro si raccontano storie diverse: Giacomo Rizzolatti, che li ha scoperti,
ci racconta quelle vere e quelle false