sponsored By
FONDAZIONE SIGMA-TAU

cerca su moebiusonline

 
powered by Google


ultime notizie

  • Virgo entra in azione
    L'interferometro VIRGO entra in azione e comincia la sua raccolta dati sulle onde gravitazionali. Qui il servizio sul blog di Moebius, con l'intervista a Federico Ferrini (direttore dello European Gravitation Observatory)
  • Le leggi della Robotica di Asimov
    Giulio Sandini (direttore del dipartimento di Robotica, Scienze Cognitive e del Cervelo dell'IIT) spiega a Moebius, su Radio24, le tre leggi della robotica di Isaac Asimov
  • Intelligenza Artificiale
    È nato il nuovo programma della redazione di Moebius e Triwù, condotto da Federico Pedrocchi: in onda il sabato alle 14 e la domenica alle 18.50, affronteremo tutte le complesse dinamiche in gioco nella relazione tra uomo e macchina

notizie recenti


 


I servizi e le interviste
di Moebius


Gli uomini sono maschilisti!
Lo dice la scienza...


 
   
 

a cura di Chiara Albicocco e Federico Pedrocchi

Le donne? In cucina!
La tendenza al maschilismo degli uomini è ora provata scientificamente da una recente ricerca dell’Università Milano-Bicocca. lo studio ha messo in luce che gli uomini tendono ad associare elementi positivi, come il successo e il prestigio, al solo ambito maschile, mentre le donne non hanno pregiudizi di genere. Ne parliamo con la coordinatrice della ricerca Zaira Cattaneo, ricercatrice del Dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca

Ascolta l'intervista a Zaira Cattaneo

Scarica il file audio in mp3

 

La ricerca
Esiste un’area del cervello in grado di frenare le credenze maschiliste negli uomini. Se quest’area viene inibita le persone di sesso maschile, anche se giovani e con un grado di istruzione elevato, cedono allo stereotipo secondo cui il binomio successo-potere è cosa da uomini. Lo studio, pubblicato sulla rivista Neuroimage che si occupa di ricerca neurologica e cerebrale, è stato condotto, presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, da Zaira Cattaneo, ricercatrice del Dipartimento di Psicologia, da Costanza Papagno, docente di Psicobiologia e Psicologia Fisiologica, da Giulia Mattavelli, dottoranda presso lo stesso Dipartimento e da Elisa Platania, neolaureata in psicologia presso l’Università Bicocca.

I ricercatori hanno utilizzato un test che misura le credenze implicite delle persone sul genere (Gender Implicit Association Test, IAT) e lo hanno somministrato, attraverso il computer, a 62 studenti della Facoltà di Psicologia (31 uomini e 31 donne). Durante il test appariva al centro del monitor un nome di persona che i partecipanti dovevano classificare come maschile o femminile usando un tasto destro o sinistro. Successivamente, i partecipanti dovevano classificare - usando gli stessi tasti di risposta - alcune parole come legate a una nozione di “forza” o di “debolezza”. Quando è stato chiesto di utilizzare lo stesso tasto di risposta per classificare “femminile” e “forza” i partecipanti maschi hanno commesso più errori rispetto a quando lo stesso tasto è stato usato per classificare “femminile” e “debolezza” (e viceversa per i nomi maschili).
Gli scienziati dell'Università Bicocca hanno così scoperto che – nei partecipanti uomini - vi è una forte tendenza ad associare il sesso maschile a nozioni legate alla forza, quali potere, autorità, successo, prestigio, e ad associare il sesso femminile a nozioni di "debolezza", quali fragilità, indecisione, passività, sottomissione. Le ragazze che hanno partecipato all'esperimento non hanno mostrato invece alcuna associazione fra il genere e i concetti di forza e debolezza (scarica i grafici con i risultati dello studio, per visualizzare le note salvare il file).
I ricercatori hanno quindi studiato le basi neurali delle credenze stereotipiche trovate nei partecipanti maschi utilizzando la Stimolazione Magnetica Transcranica (TMS), una tecnica di stimolazione cerebrale non invasiva che consente di interferire selettivamente con l'attività di una certa area cerebrale e quindi di studiarne il ruolo in un determinato processo cognitivo. È stato così scoperto che la corteccia prefrontale dorsolaterale e la corteccia prefrontale dorsomediale giocano un ruolo chiave nel controllo degli stereotipi: infatti, quando queste aree sono state temporaneamente inibite dalla stimolazione, i partecipanti maschi hanno associato in maniera ancora più netta parole legate alla forza al sesso maschile, e parole legate alla debolezza al sesso femminile. In pratica gli uomini, anche se non in maniera consapevole, associano elementi positivi, come il successo e il prestigio, precipuamente all’ambito maschile e solo grazie alla crescita della corteccia prefrontale questi impulsi vengono frenati e non sfociano in episodi discriminatori.
Le aree prefrontali sono le ultime a maturare nel cervello e svolgono funzioni cognitive di alto livello, quali il ragionamento, la pianificazione, l'inibizione di risposte inappropriate, i processi decisionali. Il risultato dello studio dimostra che il controllo sugli stereotipi - quelli legati al genere (ma anche alla razza e all'etnia, ad esempio) - può essere modulato interferendo con l'attività dei lobi prefrontali. I processi consapevoli e di controllo mediati dalla corteccia prefrontale sono altamente influenzati dall'educazione e dall’ambiente circostante: sebbene le credenze stereotipiche legate al genere siano ancora profondamente radicate nella nostra cultura, la corteccia prefrontale può essere "allenata" a controllare associazioni negative acquisite implicitamente. Diventa quindi fondamentale investire sull'educazione affinché il controllo esercitato dalla corteccia prefrontale sulle credenze stereotipiche agisca il più possibile.
Gli stereotipi relativi al genere, ma la stessa cosa vale per la razza o l'appartenenza etnica, sono forze pervasive nella nostra cultura. Sebbene spesso le persone non siano consapevoli di avere tali "credenze", gli stereotipi possono condizionare il comportamento, fino a sfociare in veri e propri atti di discriminazione. La ricerca dimostra che le aree prefrontali giocano un ruolo chiave nel controllare l'espressione degli stereotipi di genere. La corteccia prefrontale è la sede dei processi mentali di più alto livello, quali la pianificazione, il problem solving, la decisione, l'inibizione di risposte socialmente inappropriate ed è tra le ultime aree del cervello a raggiungere la completa maturazione (durante l'adolescenza o più tardi). Per questo, la corteccia prefrontale è particolarmente suscettibile a venir forgiata dall'educazione.


25.03.11

 

 

 

    home   
 
 
MOEBIUS VA IN ONDA SU
vai alle Trasmissioni
Inserisci titolo 1

Inserisci contenuto e ricorda:
1) seleziona il pannello da angolo in alto a sinistra
2) seleziona "MostraPannello" nella finestra degli stili CSS

Moebius è andato sulla Luna!


Inserisci titolo 2

Inserisci contenuto e ricorda:
1) seleziona il pannello da angolo in alto a sinistra
2) seleziona "MostraPannello" nella finestra degli stili CSS

Campagna 3

Inserisci contenuto e ricorda:
1) seleziona il pannello da angolo in alto a sinistra
2) seleziona "MostraPannello" nella finestra degli stili CSS

Inserisci titolo 3

Inserisci contenuto e ricorda:
1) seleziona il pannello da angolo in alto a sinistra
2) seleziona "MostraPannello" nella finestra degli stili CSS