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Risotto alle Blatte
Ingredienti
350g di riso
Una noce di burro
Una testa d'aglio
Una cipolla
Un etto di blatte del tipo rosso
Mezzo bicchiere di latte di cocco
Fare rosolare nel burro aglio e cipolla. Aggiungere il riso
e il vino bianco fin che non evapora. Unire quindi al riso il
latte di cocco e le blatte mescolando. Venti minuti di cottura
a fiamma bassa e, prima di servire, mantecare con burro e formaggio
a piacimento. Buon appetito.
Ascolta il
servizio
a cura di Maurizio Melis
Sarà buono? Forse sì forse no; certamente fa impressione.
Eppure, l'emergenza alimentare mondiale, che è sempre più
pressante e sempre più lo sarà, porta inevitabilmente
a guardare con occhi nuovi a un mondo, quello degli insetti, per
il quale l'occidente prova un forte senso di repulsione. Perché
non di contemplarli, si parla, bensì, dopo opportuno trattmento
culinario, di mangiarseli.
Con oltre un milione di specie, infatti, gli insetti contano
+ specie di tutto il resto del regno animale. Sono loro che oltre
400 milioni di anni fa, hanno popolato per primi le terre emerse.
E ancora oggi rappresentano la più grande biomassa animale
vivente. In altri termini: proteine... proteine a buon mercato.
Gli insetti sono animali molto efficienti. Richiedono assai meno
acqua e pochissimo nutrimento per crescere e riprodursi. Risorse
consumate in gran quantità dagli animali da allevamento.
Basta ricordare che per produrre 150g di carne bovina, in pratica
un hamburger, ci vogliono più di tremila litri d'acqua.
Gli insetti invece hanno rendimenti più elevati. Un hamburger
a base di insetti lo si potrebbe ottenere consumando 3 o 4 volte
meno risorse. E probabilmente sarebbe anche più nutriente.
Per esempio la Usata terpsichore, un bruco consumato abitualmente
in Africa Centrale, contiene a parità di peso un po' più
proteine del vitello, quasi il doppio delle calorie e quattro
volte più ferro. Insomma: un contorno di insalata e una
fetta di pane, e la dieta è completa.
Ma aimé, le ragioni del pianeta si scontrano qui con quelle
dello stomaco, specialmente occidentale, che di accogliere insetti
non ne vuol sapere: è il fattore "ewww!!!".
Eppure, è evidente, si tratta di un pregiudizio. Se gli
insetti ci fanno schifo, perché ci appaiono mostruosi o
alieni. Che dire di cozze, granchi, rane e lumache? Che pure trangugiamo
senza troppe remore.
Sembra anzi che gli insetti siano piuttosto gustosi. E anche
qui non c'è da stupirsi. In fondo, sappiamo che sono parenti
stretti dei crostacei, come i gamberi o le molto apprezzate aragoste.
C'è anzi chi giura che certi insetti abbiano proprio il
gusto simile a quello della regina della pescheria. Solo un taboo,
parrebbe quindi, ci impedisce di apprezzarli. E i taboo alimentari
non durano in eterno. Chi avrebbe detto dieci anni fa che saremmo
stati invasi dal sushi?
Insomma, è una questione da prendere sul serio. D'altronde
nel mondo (Ma non nel voracissimo occidente, gran consumatore
di proteine) già si consumano abitualmente 1400 specie
di insetti. E poi, diciamolo, far fuori un insetto non è
come far fuori un vitello, mentre ti fissa con quel suo sguardo
gentile.
Certo, il "cri cri" dei grilli nelle notti d'estate,
non avrà più lo stesso sapore
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