Che cos'è una descrizione scientifica? E' una interpretazione
di un pezzo di realtà. Oggi la scienza ne produce
centinaia ogni giorno. Conosciamo molto del mondo, basandoci
su queste descrizioni. Tuttavia, sono tutte corrette? No,
e questo è un primo dato banale. Il processo storico
che porta a una affermazione sperimentalmente corretta -
per esempio: elettricità e magnetismo sono due facce
di una stessa medaglia - è costituito da centinaia
di ipotesi sbagliate. E' vero che la comprensione della
realtà è andata progredendo nei secoli. Ma
è anche vero che nuovi orizzonti, con nuove incognite,
si sono aperti.
Il problema non è sostenere che la scienza non produce
conoscenza del mondo.
Il problema è: come raggiungere un livello più
alto, in tale comprensione. Giuseppe O. Longo, scienziato
ma anche scrittore, docente di teoria dell'informazione
ma anche autore di teatro, in Il senso e la narrazione
(ed. Springer), dedica le duecento pagine del libro a descrivere
l'incompletezza dei due punti di vista, quello scientifico
e quello cosiddetto umanistico, da sempre impegnati in un
confronto su chi debba prevalere nella interpretazione del
reale.
L'approccio di Longo a questo tema, che è già
stato oggetto più volte di contributi saggistici,
è però del tutto singolare. Il suo punto di
vista è che dobbiamo capire come anche la scienza
produca racconti sul mondo, soprattutto nella lunga fase
della ricerca, quando chi indaga commette errori, combatte
con delusioni, incertezze, produce immagini approssimate
e riceve suggerimenti dalle fonti più improbabili,
come non pochi scienziati hanno poi raccontato in alcune
testimonianze, ricordando come la scena di un film, una
scena vissuta in strada, un panorama, abbiano loro suggerito
il passaggio fondamentale di una teoria o il pezzo mancante
di un marchingegno.
Non solo: la frontiera più avanzata della scienza
contemporanea sta proponendoci una immagine complessiva
del reale dove, se da una parte riusciamo a maneggiare in
modo sofisticato molti e nuovi aspetti della realtà
- si pensi alla potenza delle tecnologie della comunicazione
-, dall'altra si fa strada la senszione che alla radice
delle cose vi sia una complessità che sarà
possibile esplorare solo con nuove forme della conoscenza.
Forse.
Longo si tiene ben lontano dalla figura dello scienziato
pentito, dal sostenere che la scienza è fallace.
Ma se riconoscesse che nella logica del "raccontare"
si trovano strumenti importanti e complementari per produrre
conoscenza, forse si aprirebbe una direzione con nuove e
grandi potenzialità.
Serendipity
Scoperte per caso o per fortuna, raccontate da Giulio Giorello Darwin il geologo
Se ne parla poco, ma la geologia fu decisiva per il successivo sviluppo della
Teoria dell'Evoluzione