"Invece che un buco nero abbiamo fatto un buco
nell'acceleratore", dice
Sergio Bertolucci (nella foto qui sotto), appena
nominato direttore di ricerca del Cern. Eppure, per
quanto sconfortante, l'incidente non giunge inatteso: tutti
speravano che le cose andassero lisce, ma si sapeva che
ci sarebbe voluta molta fortuna. Gli acceleratori di particelle
sono macchine estremamente complesse e il 10 settembre il
Cern aveva dato prova di grande coraggio collaudando LHC
sotto i riflettori di tutto il mondo: era la prima volta
che si faceva qualcosa del genere, visto che di solito anche
nella fase di accensione i ricercatori preferiscono essere
cauti, ben sapendo che i possibili guasti in agguato sono
innumerevoli. Una accensione praticamente impeccabile aveva
imbaldanzito i fisici, spingendoli a sperare che LHC sarebbe
stato pienamente operativo nel giro di pochissimo tempo.
Poi, il prevedibile imprevisto, che ci ricorda tutti i possibili
modi in cui può rompersi una macchina perfetta, come
racconta Sergio Bertolucci.