a cura di Mariachiara Albicocco e
Federico Pedrocchi
Prima sono stati protagonisti del gossip
scientifico per aver manifestato atteggiamenti molto
umani: i lemuri del Madagascar (Propithecus
verreauxi o sifaka), in particolare delle femmine,
si fanno conquistare dopo aver ricevuto dal maschio
dei favori in cambio un po' come il sesso a pagamento
per noi esseri umani. Vai
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Adesso tornano a far parlare di loro perché sempre
lo stesso gruppo di etologi pisani ha osservato un altro
comportamento particolare. Queste proscimmie userebbero
il gioco per ridurre e attenuare la paura dello straniero.
Il motivo per cui queste proscimmie utilizzano il gioco
contro la xenofobia ce lo spiega Elisabetta Palagi,
coordinatrice del gruppo di ricercatori pisani che ha
osservato questo comportamento nei lemuri.
La scoperta:
Il ruolo fondamentale del gioco nel ridurre la xenofobia
(dal greco: xénos, straniero e phobos, paura
di ciò che è straniero) era già
noto nell'antichità. Secondo la mitologia greca,
Apollo, interpellato attraverso l'oracolo di Delfi,
suggerì al re dell'Elide, Ifito, di istituire
una competizione sportiva a Olimpia per porre fine alle
guerre del Peloponneso. Con l'istituzione dei Giochi
Olimpici (e qui finisce il mito e inizia la storia)
venne stipulato tra tutte le regioni del Peloponneso
l'accordo di pace più durevole della storia (noto
come Tregua Olimpica). Ne La Repubblica, Platone sostiene
che si può scoprire di più su una persona
in un'ora di gioco, che in un anno di conversazione.
Secondo lo studio effettuato dal gruppo di ricerca del
Museo di Storia Naturale dell'Università di Pisa,
l'utilizzo del gioco per promuovere la conoscenza e
la tolleranza sociale ha profonde radici nella nostra
biologia e non è una prerogativa esclusivamente
umana. Gli etologi hanno, infatti, scoperto che le proscimmie,
i primati evolutivamente più antichi e nostri
"lontani parenti", utilizzano il comportamento
ludico con le stesse finalità utilizzate dalla
nostra specie. Nel sifaka, un lemure del Madagascar
che vive in gruppi sociali composti da più maschi
e femmine, durante il periodo degli amori i maschi si
spostano frequentemente da un gruppo all'altro in cerca
di femmine da corteggiare. La competizione si fa alta
e la prima reazione dei maschi residenti al tentativo
d'ingresso da parte dei maschi "stranieri"
è l'aggressione (risposta xenofobica). Tuttavia,
dopo alcuni contatti ostili, i maschi residenti iniziano
a giocare con i maschi estranei e, dopo le prime interazioni
ludiche, la frequenza dei conflitti crolla e non differisce
più da quella normalmente registrata tra i maschi
appartenenti al gruppo (controllo). Nel sifaka come
nell'uomo, dunque, il gioco ha un ruolo chiave nel delicato
processo di familiarizzazione tra individui estranei,
costituendo un vero e proprio meccanismo "rompighiaccio".