Il sesso a pagamento non è solo
una prerogativa della nostra specie. I lemuri del
Madagascar (Propithecus verreauxi o sifaka),
in particolare le femmine, si fanno conquistare solo
dopo aver ricevuto dal maschio dei favori in cambio.
Che tipo di favori pretendono ce lo spiega Elisabetta
Palagi, coordinatrice del gruppo di ricercatori
pisani che ha osservato questo comportamento nei lemuri.
La scoperta:
Nelle società animali in cui le femmine non possono
essere forzate ad accoppiarsi, i maschi devono non solo
competere tra loro, ma anche "mercanteggiare"
per aggiudicarsi l'accesso alle femmine. Questo tipo
di "mercato biologico" era ritenuto esclusivo
dei primati "superiori" (alcune scimmie e
l'uomo). Un gruppo di biologi italiani dell'Università
di Pisa ha pubblicato, su Plos One, uno studio che dimostra
che già nei primati ancestrali (proscimmie) esiste
una "politica" dello scambio di favori, dove
le femmine sono il sesso forte.
In biologia, così come in economia e in politica,
il potere è la chiave per comprendere le relazioni
non paritarie tra gli individui e, in particolare, tra
maschi e femmine. I maschi possono accedere alle femmine
tramite la coercizione perché più grandi
e possenti (potere fisico), oppure "venire a patti"
con le femmine per guadagnarne i favori (potere politico/economico).
Se i maschi non possono dominare con la forza, la bilancia
del potere pende in favore delle femmine, perché
i maschi dipendono dalle femmine per riprodursi. Ciò
si verifica quando le femmine formano coalizioni tra
loro o quando i maschi e le femmine sono fisicamente
uguali, come nel caso delle proscimmie del Madagascar
(lemuri).
Alla luce di ciò, i ricercatori hanno scelto
un lemure, il Propithecus verreauxi (o sifaka),
per verificare quali fossero i meccanismi attuati dai
maschi per "guadagnarsi" l'accesso alle femmine.
I sifaka sono un modello ideale per questo tipo di studio,
perché, al contrario di molte proscimmie, vivono
in gruppi sociali di 6-10 individui: la socialità
è fondamentale per poter effettuare uno studio
di questo tipo.
I biologi hanno osservato, nel sud del Madagascar,
un gruppo di sifaka per quattro mesi, registrando comportamenti
tra cui aggressioni, accoppiamenti, marcature (effettuate
dai maschi tramite ghiandole del collo e ano-genitali),
e grooming (o spulciamento), che nei primati è
importantissimo per le sue funzioni igieniche (pulizia)
e di collante sociale. Le analisi hanno rivelato, in
generale, che lontano dalla stagione riproduttiva maschi
e femmine scambiano grooming per grooming (interchange),
mentre durante l'estro femminile la situazione cambia:
le femmine non offrono più grooming ma la loro
disponibilità ad accoppiarsi. I risultati evidenziano
che, subito prima della stagione degli amori, i maschi
competono attraverso "slogan odorosi": i maschi
che marcano di più in prossimità delle
femmine sono quelli che hanno l'accesso prioritario
alle medesime, probabilmente perché le secrezioni
ghiandolari contengono informazioni utili (tra cui se
il maschio è dominante o no).
Ma fare "promesse elettorali" tramite slogan
non basta: per poter incrementare il numero di copule
i maschi devono passare dalla teoria alla pratica, offrendo
un servizio concreto, cioè il grooming. Dalle
analisi risulta, infatti, che sono i maschi che spulciano
di più le femmine quelli che si accoppiano per
un numero maggiore di volte con la stessa femmina. Accoppiarsi
prima non vuol dire accoppiarsi di più, ma sia
la priorità che la frequenza di copule contribuiscono
al successo riproduttivo. In ultima analisi, lo studio
evidenzia che alcuni meccanismi dell'economia e della
politica hanno basi biologiche finora trascurate.
Riferimento bibliografico: Norscia I, Antonacci
D, Palagi E (2009) Mating First, Mating More: Biological
Market Fluctuation in a Wild Prosimian. PLoS ONE
4(3): e4679. doi:10.1371/journal.pone.0004679