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a cura di Maurizio Melis
Satish Kumar, indiano classe 1936, è senza dubbio una
voce di speranza per tutto il mondo. Una voce che si è
levata per la prima volta nel 1962, quando si inventò una
marcia per la pace. Partì senza un soldo in tasca per un
viaggio a piedi di 8000 miglia, da Bangalore a New York, toccando
i 4 paesi nucleari dell'epoca: USA, URSS, Francia e Inghlilterra.
Oggi dirige lo Schumacher College in Inglilterra: un centro internazionale
di studi impegnato a offrire un modello alternativo di sviluppo,
radicato in una visione olistica del mondo, una visione cioè
che riconosca le profonde relazioni tra uomo e ambiente, e in
grado di coniugare progesso scientifico e bisogni spirituali.
Ed è proprio da quì che partiamo: dal conflitto,
specialmente occidentale, tra scienza e spiritualità.
Dunque Kumar: scienza e spiritualità sono spesso percepite
come conflittuali, in particolare nella cultura occidentale. Come
è possibile ricomporre questo conflitto?
Nella filosofia e nella visione del mondo orientali, scienza
e spiritualità non sono visti come opposti, ma semmai come
complementari. Così come sono complementari la destra e
la sinistra, il sopra e il sotto, il maschie e il femminile, allo
stesso modo, intuizione e razionalità, scienza e spiritualità
sono complementari.
Vede, la scienza si interessa solo di ciò che può
essere misurato, ciò che è misurabile è importante,
ciò che non lo è, per la scienza non esiste, non
è importante. Nella filosofia orientale invece ci sono
entrambi gli aspetti: ciò che può essere misurato
e ciò che non può esserlo. Non puoi misurare quanta
compassione provi per qualcuno, o quanto amore. Quindi ci sono
cose importanti che non possono essere misurate. Ecco da dove
nasce il conflitto.
Cosa accade alla scienza senza spiritualità, e cosa
accade alla spiritualità senza la scienza?
La scienza senza spiritualità è priva di una bussola
morale, di valori. Sa come fare le cose ma non perché farle.
Si preoccupa della metodologia ma non del significato. E così
fa cose pericolose. Le armi nucleari sono frutto della scienza
e della tecnologia; le sementi OGM sono creazioni della scienza
e della tecnologia, e ora sono un tutt'uno con il denaro. Così
come la scienza può diventare pericolosa senza la saggezza
dello spirito, allo stesso modo, senza scienza la spiritualità
può diventare fondamentalismo, generare religioni dogmatiche
e intolleranti, fino a portare alla guerra. Quante guerre abbiamo
visto causate da fondamentalismo? Fondamentalismo induista, cristiano,
musulmano.
Così, la spiritualità ha bisogno del pensiero razionale
per trascendere la conflittualità, e la scienza ha bisogno
della spiritualità per acquistare senso e scopo; per rispondere
al perché fare una certa cosa. Quindi scienza e spiritualità
hanno bisogno l'una dell'altra.
Cosa intende per spiritualità? Ho l'impressione che
qui in Italia non attribuiamo a questa parola lo stesso significato
che le sta dando lei.
Il mondo ha due aspetti: uno visibile, l'altro invisibile. L'aspetto
visibile è la materia, gli oggetti; quello invisibile è
lo spirito. Lo spirito si manifesta attraverso le relazioni; la
materia come oggetti separati, individuali. Così lei è
qui come corpo, e io sono qui come corpo, ma ciò che fluisce
tra noi è il nostro spirito. Lo spirito è il movimento,
la dinamica; è tutto ciò che non è statico.
Tra me e lei c'è qualcosa che sta accadendo: lo chiami
amore, amicizia, compassione; lo chiami come vuole ma siamo in
un qualche tipo di relazione. Ecco quindi cosa è la spiritualità:
la relazione tra le cose.
Le religioni invece sono un'altra cosa, sono una forma di organizzazione.
Chiese, moschee, templi, Papi, Mullah, Ayatollah, custodi del
tempio: tutto ciò è organizzazione, quindi qualcosa
di molto diverso, dal mio punto di vista.
Come ha appena dimostrato, lei distingue molto nettamente
tra spiritualità e religione. Mi sarei aspettato che facesse
lo stesso con scienza e tecnologia. In fondo la scienza è
una ricerca di verità, e se per esempio pensiamo agli anni
della guerra fredda, gli scienziati russi e americani continuarono
a parlarsi e a collaborare. Anzi, la scienza fu un importante
canale di comunicazione. Mi pare invece che sia la tecnologia
a dividere. Non crede?
Il suo è un buon punto. Lei dice: così come la
spiritualità unisce e le religioni dividono, la scienza
unisce mentre la tecnologia può dividere. I russi volevano
usare la tecnologia per andare sulla Luna prima degli americani;
i cinesi per andarci prima degli indiani. Quindi la tecnologia
è qualcosa che separa. Ma oggi, nel mondo, scienza, tecnologia
e denaro camminano assieme mano nella mano, e questo è
pericoloso. Ugualmente spiritualità, religione e denaro
si mischiano l'una con l'altro, perché molte chiese, moschee
e templi hanno molto denaro.
Se nella scienza ci fosse maggiore spiritualità anche la
tecnologia sarebbe diversa. Così come la religione sarebbe
migliore, se avesse una maggiore comprensione spirituale. Temo
invece che senza spiritualità, scienza, tecnologia e denaro,
insieme, possano portare verso la distruzione.
Scusi Kumar, ma non è che alla fine il problema sia
proprio il denaro, insieme all'individualismo imperversante?
Guardi che anche l'individualismo è un prodotto della
scienza senza spiritualità. Perché individualismo
significa mancanza di relazioni. Lo stesso termine "individual",
in inglese, non significa separato, ma indivisibile; quindi inseparabile
dagli altri. Io credo che anche l'individualismo sarebbe modificato
dalla spiritualità, perché la spiritualità
è radicata nelle relazioni. L'individualismo è divenuto
così forte solo pochi secoli fa', da quando Cartesio ha
detto "cogito ergo sum": penso e dunque sono. In india
diciamo "tu sei dunque io sono", "la Terra è,
dunque io sono". Siamo tutti collegati: questo è il
nocciolo del pensiero spirituale.
E' ottimista?
Sì, sono ottimista, penso che l'umanità, alla fine,
cambierà; che trasformerà se stessa all'interno
di una visione olistica in cui saremo tutti in relazione. E finalmente,
vivremo in pace.
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