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Keplero: un personaggio di confine tra due epoche; evitò che la mamma finisse sul rogo


 
 

Per quanto irragionevole possa apparire oggi, il tentativo che Keplero fa nel Mysterium Cosmograficum di spiegare il numero dei pianeti sulla base dei solidi Platonici, fu uno dei primi di dare una spiegazione fisica a ciò che si osservava nei cieli.
 
 

Keplero fu capito poco sia dai suoi contemporanei che dagli scienziati che vennero dopo di lui. Fu una figura di confine: una sintesi tra due epoche radicalmente diverse. Fu eccessivamente progressista per i suoi contemporanei, con la sua fissazione per le verifiche sperimentali e la sua idea di applicare la fisica al mondo celeste mentre acora resisteva una rigida separazione tra cielo e terra e la fisica era relegata a quest'ultimo mondo.

A chi lo succedette, invece, Keplero parve un relitto del passato. si serviva di una matematica e una geometria pre-Newtoniana (e quindi molto debole di fronte alle sfide che si ponevano di fronte) e suprattutto cercava nel cosmo le prove di un ordine, di una armonia che portasse i segni del Divino. In questa chiave si dedicò allo studio della natura, assurgendo per gli scienziati della fine del XVII secolo al ruolo di "ultimo mistico".

Di questa figura, del suo ruolo nella scienza del '500 e del '600, e delle traversie che segnarono la sua storia personale, abbiamo parlato con Anna Maria Lombardi, che ha appena scritto per le Edizioni Codice: "Keplero, una biografia scientifica".

L'intervista a Anna Maria Lombardi, inizia con una scheda, che riportiamo qui sotto. Buon ascolto.

 

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Di salute cagionevole, Giovanni Keplero morì il 15 novembre 1630, durante un'eclissi di Luna. Aveva 58 anni, gran parte dei quali spesi nel tentativo di rintracciare nell'armonia del creato le tracce di un Dio geometra e musico. Una ricerca feconda, che lo portò a formulare le ben note tre leggi che governano il moto dei pianeti, ma anche a ipotizzare per primo che l'organo di senso della vista fosse la retina, e a spiegare come le lenti formino le immagini.
La figura di Keplero appare sfuggente e contraddittoria agli occhi dell'uomo moderno. Fu pienamente figlio della sua epoca, un'epoca in cui si bruciavano le streghe sul rogo, tanto che per sei lunghi anni fu impegnato ad evitare questo destino alla madre. Teologo, imbevuto di misticismo, partecipò tuttavia da protagonista alla demolizione di quelli che lo stesso Keplero definisce "gli assiomi plausibili, ma sbagliati, dei grandi uomini del passato".
Se la finalità di Keplero è infatti svelare l'armonia del Creato, i suoi metodi e il suo procedere fanno di lui uno dei primi scienziati moderni. Keplero è convinto che si debbano indagare le cause fisiche dei fenomeni celesti, passando da una astronomia di posizione a una vera e propria astrofisica in grado di prevedere a priori i fenomeni astronomici, indagandone le cause, confrontando le teorie con i dati osservativi, e abbandonandole se non riescono a riprodurli. E' così che Keplero abbandona anche il pregiudizio delle orbite circolari approdando infine alla scoperta della prima legge, che assegna ai pianeti orbite ellittiche. Un risultato, quello di Keplero, conquistato con un lavoro meticoloso e durissimo che lo porterà a scrivere, in un passo dell'Astronomia Nova: "Tu ora godi il risultato, ma io all'epoca sgobbavo e digrignavo i denti…"

 

 

 

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