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I servizi e le interviste
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Intervista a Martin Cooper,
inventore della telefonia mobile


 
   
 

a cura di Claudio Dutto

Oggi può sembrare incredibile perché tutti abbiamo in tasca un telefono cellulare, uno smartphone o un tablet, ma quarant'anni fa tutto questo era solo fantascienza. Poi è arrivato un uomo che ha deciso di fare una telefonata passeggiando per le vie di Manhattan, a New York. È Martin Cooper, inventore del DynaTAC 800x, il primo telefono senza fili della storia: lo abbiamo incontrato in occasione di una sua visita a Bologna.
Il primo uomo nella storia a inventare un telefono cellulare, il primo uomo nella storia a fare una telefonata attraverso un telefono cellulare e di certo è uno dei pionieri nel campo delle telecomunicazioni senza fili.

Ascolta l'intervista a Martin Cooper

Scarica il file audio in mp3

Leggi la versione integrale dell'intervista

Martin Cooper, il suo è un curriculum davvero unico nel suo genere!
Beh, sai bene che non ho fatto tutte queste cose da solo. Molte persone hanno lavorato con me per ottenere questo successo. Ma la cosa che mi rende orgoglioso è vedere che le persone usano il telefono cellulare per stare meglio. Quindi va bene la tecnologia, ma io sono felice quando sento la storia di una donna povera di un villaggio dell'India che riesce a utilizzare un telefono cellulare per chiamare il contadino locale. Questi a sua volta chiamerà i suoi vicini contadini e li porterà nel villaggio, dove potranno vendere i loro prodotti al miglior prezzo. È una vittoria tripla perché la donna potrà comprare il cibo per sopravvivere, il contadino porterà più soldi a casa per la sua famiglia e la comunità si doterà di un mercato locale con cibi sempre freschi. Questo è davvero importante, non la tecnologia di per sé, se non fa star meglio le persone.

Era il 1973 quando Lei fece questa prima storica telefonata da un telefono senza fili. Chi decise di chiamare e quale fu l'oggetto della vostra telefonata?
Ho fatto la prima telefonata mobile mentre mi trovavo con un giornalista. Stavamo camminando per la strada e io pensavo "Chi potrei chiamare io di davvero significativo?". Così ho chiamato il mio rivale alla AT&T, il capo del settore dedicato alla telefonia mobile sulle automobili. Il suo nome era Dr. Joel Engel e la sua risposta fu divertente. Mi rispose prima la segretaria, che poi me lo passò e io gli dissi "Joel, ti sto chiamando da un telefono cellulare… un vero telefono cellulare… un telefono cellulare personale e portatile!" Glielo dissi tre volte e lui rimase in silenzio dall'altra parte della cornetta, ma sono convinto che stesse digrignando i denti. Alla fine mi rispose gentilmente, ma oggi dice di non ricordare quella telefonata. Io la ricordo benissimo!
Sono passati quarant'anni da quel giorno: lei crede che in questo lasso di tempo la nostra capacità di innovazione si sia mantenuta o sia calata rispetto ad allora?
No, non credo sia calata. Penso al contrario che siamo diventati ancora più creativi. È sufficiente pensare a quante cose abbiamo inventato dopo il 1973: non c'erano personal computer nel 1973, nessuna macchina fotografica digitale, non c'era la cosa più importante, internet e il world wide web, e neppure telefoni cellulari con più di un milione di transistor. Tutte le tecnologie che servono per realizzare questi prodotti non c'erano nel 1973, quindi il mondo continua a migliorare. E la più grande invenzione pe il futuro è la socialità, grazie alla creazione dei social network. Questa è una cosa ancora più importante della creazione di nuovi dispositivi meccanici che stiamo costruendo. Quindi l'innovazione non si ferma e questa è il Marconi Institute for Creativity sta cercando di stimolare la creatività perché noi abbiamo tantissimi problemi, ma se li affrontiamo con un approccio vecchio non li potremo mai risolvere.

Martin Cooper, fino al 1973 l'unica forma di telefonia mobile era quella dei car telephone, ovvero i telefoni sulle automobili. Lei decise di inventare qualcos'altro perché considerava questi apparecchi ormai superati o perché credeva che non fossero sufficienti?
Hai detto bene, pensavo che il telefono sulle automobili non fosse abbastanza. Anche quella era stata una mia invenzione del 1961, si chiamava Nation Wide, e allora avevo collaborato anche con la AT&T . quindi conoscevo bene il valore di quei car telephone, ma guardavo anche ai radiostrumenti e sapevo che cosa si può fare con un radiostrumento in mano. E per farti un esempio di quale fosse l'importanza della portabilità all'epoca ti faccio un esempio. Negli anni Sessanta una radio portatile costava quelli che oggi sono mille dollari… un sacco di soldi! A New York c'era gente che lavorava con una bicicletta e guadagnava 1 o 2 dollari l'ora e la bici costava 20 dollari, ma si comprava la radio dal mille dollari perché grazie a quello strumento si sentivano più produttivi. In quel momento ho iniziato a capire l'importanza della portabilità: le persone sono mobili, si muovo in continuazione e si deve poter comunicare con loro sempre, anche mentre stanno facendo il loro lavoro.

Per anni Lei ha lavorato la Motorola, che è stata la prima azienda a inventare un telefono cellulare e che è stata a lungo leader del settore. Nel maggio 2012, però, la Motorola è stata acquisita da Google: considera questo passaggio un fallimento per la società o semplicemente la Motorola ha esaurito la propria spinta innovatrice e ha dovuto piegarsi alle leggi del mercato?
Questa è solo la mia opinione, ma credo che Motorola abbia perso la propria strada. Nell'ottica di una società basata su una forte cultura dell'innovazione di apparecchiature senza fili e su una forte tendenza alla leadership del mercato, Motorola ha compiuto una serie di decisioni che non puntavano a mantenere questa leadership e questo è stato un errore incredibile. E hanno pagato caro quell'errore. Ma penso anche la Motorola abbia ancora dentro di sé questa forza d'animo e dunque ben venga l'arrivo di Google, che può dare energie e finanziamenti per la Motorola e quindi c'è ancora speranza. La speranza è che la Motorola riesca a proporre qualcosa di diverso perché se pensano di fare degli Iphone o altri telefoni cellulari, sono convinto che falliranno. Ma so che stanno già provando a fare qualcosa di nuovo, qualcosa di unico.

Un'ultima curiosità: Lei oggi ha ottantacinque anni, è stato un brillante ingegnere, un grande inventore, ma se non avesse fatto questa carriera, che cosa avrebbe voluto fare da grande?
Nessuno me l'ha mai chiesto… non saprei, non ho idee in questo momento. Sono stato molto fortunato nella mia vita, mi sono trovato nel posto giusto al momento giusto. Sono stato assunto in Motorola per caso. La vita è stata generosa con me e quindi non ho altri desideri. Sono contento di quello che ho fatto e sono ancora più contento di poter ancora contribuire adesso. Molte persone alla mia età si guardano indietro e anche io lo faccio, ma ho nuove idee e sono molto felice di poter ancora dare il mio contributo.

Le è stato assegnato quest'anno il Marconi Prize, che può essere considerato un premio Nobel per le Telecomunicazioni, che cosa significa per Lei questo premio?
Il Marconi Prize è davvero speciale perché è l'unico focalizzato sulla radio e la radio è stata fondamentale nella mia vita. Io sono arrivato in Motorola nel 1954, sono… o mio dio sono ormai 59 anni!... quindi sono molto contento e profondamente onorato di riceverlo.

11.11.13

 

 

 

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