Immagine ottenuta mediante
"tomografia a emissione di positroni" (PET) in un
soggetto normale (Control) e in un paziente affetto da Insonnia
Fatale (FFI). La colorazione giallo-arancio, che indica una
normale attività metabolica cerebrale risulta assai
ridotta nella corteccia cerebrale del lobo frontale (Frontal
cortex) e in alcune porzioni del talamo (Thalamus) del paziente
ammalato.
(Credit: Tratto da P. Cortelli e C. Lombardi. Autonomic disfunction
in sleep disorders. Medlink Neurology)
a cura di Barbara Gallavotti
Incomincia come una insonnia, una impossibilità di
addormentarsi che si sussegue ininterrottamente, accompagnata
da tremiti e confusione, fino alla morte. E' l'insonnia
fatale familiare (FFI), una malattia rarissima: il primo
caso noto è quello di un italiano vissuto in Veneto
nell'ottocento. E della sua famiglia, perché l'insonnia
fatale familiare è al contempo una malattia genetica
e una malattia da prioni, come mucca pazza; comporta
una scomparsa progressiva del sonno ed è associata
a gravi disturbi della funzione vegetativa e di quella endocrina.
Uno studio recente ha permesso di individuare il danno al
Dna che la provoca in metà dei casi noti in Spagna,
ma le ricerche ovviamente proseguono. Ne parliamo con Elio
Lugaresi, della clinica neurologica di Bologna.
Ogni orecchio sente un mondo diverso
La corteccia uditiva è adattata e sintonizzata in ogni individuo in
modo diverso a seconda dell'ambiente che lo circonda
Neuroni Specchio. Lo specchio
dell'altro
Su di loro si raccontano storie diverse: Giacomo Rizzolatti, che li ha scoperti,
ci racconta quelle vere e quelle false