Sono più di 3000 le firme raccolte dall'Associazione
Nazionale Insegnanti di Scienza Naturali sul loro sito
(www.anisn.it).
Il loro scopo è quello di difendere e assicurare
a tutti gli studenti l'educazione scientifica. Si sentono
in dovere di farlo perchè la riforma della scuola
che verrà attuata dal ministro della pubblica
istruzione nel 2010 prevede una notevole riduzione delle
ore d'insegnamento delle materie scientifiche, biologia,
chimica, fisica e così via.
Sentiamo tutte le ragioni del disagio dalla voce della
presidente dell'ANISN Anna Pascucci.
DOCUMENTO DELL'ANISN: In difesa dell'educazione scientifica
Il riordino della scuola secondaria superiore in via
di approvazione mette in pericolo, a causa di drastici
tagli, il futuro dell'educazione scientifica nel nostro
Paese e dello sviluppo ad essa collegato.
I sottoscritti, come rappresentanti di docenti, genitori
e cittadini interessati all'efficacia della scuola e
al futuro degli studenti,
chiedono al Ministro dell'Istruzione, dell'Università
e della Ricerca di garantire che il riordino della scuola
italiana riconosca all'educazione scientifica un ruolo
di primo piano e lo spazio adeguato.
1. A tutti i giovani deve essere garantita la
formazione scientifica di base perché possano:
o sviluppare le conoscenze, le abilità e le competenze
necessarie per interpretare i fenomeni naturali
o fruire in modo corretto e consapevole delle moderne
conquiste della scienza e della tecnologia.
2. È necessario che il curricolo per
far "fare scienze" sia impostato secondo un
approccio investigativo- sperimentale, fin dai primi
anni di scuola. Ricerca internazionale, Unione Europea
e OCSE convergono su questa indicazione (*).
Questo approccio richiede il tempo per svolgere le attività
caratteristiche del procedere scientifico nell'acquisizione
della conoscenza, cruciali per lo sviluppo di competenze
di alto livello. Sono queste che fanno della cultura
scientifica un valore irrinunciabile per la formazione
del cittadino.
3. Le esigenze sopra descritte contrastano con
la notevole diminuzione delle ore di scienze sperimentali
che si riscontra in quasi tutti gli indirizzi previsti
dai nuovi ordinamenti. Nei bienni degli istituti tecnici
e professionali, si diminuiscono le ore delle scienze
sperimentali e si dimezza il tempo per il laboratorio
riducendolo con ciò a un ruolo marginale. Nei
bienni dei licei classico e artistico, addirittura,
mancano del tutto gli insegnamenti scientifico-sperimentali.
Ridurre le risorse è controproducente. Bisogna,
invece, valorizzare quanto già fatto per migliorare
l'insegnamento scientifico (Piano ISS - Insegnare Scienze
Sperimentali, Progetto Lauree Scientifiche, ricerche
nelle SSIS per la formazione iniziale degli insegnanti)
tenendo conto delle le migliori esperienze didattiche
maturate nella scuola.
Mantenere alta la motivazione dei docenti a riqualificare
la propria professionalità è determinante
per migliorare l'insegnamento e l'apprendimento delle
scienze sperimentali nel nostro Paese.
Occorre, pertanto, distribuire con maggiore equilibrio
gli insegnamenti all'interno del tempo scuola complessivo,
dando alle scienze sperimentali spazi e tempi di lavoro
adeguati in tutti gli indirizzi.
* European Commission, 2007. Science Education
NOW: A renewed Pedagogy for the Future of Europe. Office
for Official Publications of the European Communities,
Luxembourg, 29 pp.
Eurydice, 2006. L'insegnamento delle scienze nelle scuole
in Europa, politiche e ricerca. Eurydice, la rete di
informazione sull'istruzione in Europa, Bruxelles, 93
pp.
OECD, 2006. PISA 2006, Science Competencies for Tomorrow's
World,Volume 1: Analysis. OECD Publications, Paris,
390 pp.
OECD, 2008. Encouraging Student Interest in Science
and Technology Studies. OECD Publications, Paris, 132
pp.
L'università (italiana) che non
c'è
Critiche severe e grande impegno per cambiare le cose. Intervista a Mauro
Ferrari, uno dei massimi esperti mondiali di bioingegneria e nanotecnologie.