Vi siete mai chiesti perché ci piace così
tanto seguire le gare sportive in televisione: le partite
di calcio, il Giro d'Italia, la Maratona e persino quei
programmi televisivi in cui ci sono ragazzi che si allenano
per diventare dei veri ballerini?
Forse una risposta a tutto questo c'è; una risposta
da ricercare nel nostro cervello. Un recente studio ha dimostrato che le aree cerebrali
deputate al movimento vengono attivate non solo quando
sforziamo davvero i nostri muscoli, ma anche quando
osserviamo altri che lo fanno. La ricerca è stata realizzata dal laboratorio
di elettrofisiologia cognitiva dell'Università
di Milano Bicocca e noi ne parliamo con la direttriceAlice Mado Proverbio.
La ricerca
Osservare le azioni degli altri eccita le aree corticali
deputate al movimento. E la conclusione di una
scoperta dei ricercatori dellUniversità
la Bicocca e del Cnr, pubblicata su Plos-One (QUI
l'articolo scientifico).
Ricercatori del Laboratorio
di elettrofisiologia cognitiva dellUniversità
di Milano-Bicocca coordinati da Alice Mado Proverbio
in collaborazione con Federica Riva e Alberto Zani dellIstituto
di bioimmagini e fisiologia molecolare (Ibfm) del Cnr
di Milano-Segrate, hanno registrato potenziali bioelettrici
che riflettono lattività del cervello in
studenti universitari maschi e femmine mentre osservavano
diapositive di persone (di diversa età, numero
e sesso) impegnate in movimenti altamente dinamici,
come salti, azioni atletiche, corsa, tuffi, ecc., rispetto
a persone ritratte in pose statiche, per esempio un
ragazzo che gioca a scacchi o fuma una sigaretta.
Dopo 350 millisecondi dalla presentazione dellimmagine
si notava unintensa attività dei neuroni
specchio inferoparietali, motori e premotori che normalmente
codificano lazione (in dettaglio V5/MT destro,
extra-striate body area sinistra, solco temporale superiore
sinistro, corteccia premotoria e motoria sinistra, corteccia
cingolata e frontale inferiore) in misura molto maggiore
alle immagini dinamiche rispetto a quelle statiche,
soprattutto nel cervello maschile. Nel cervello femminile
è emerso, invece, un interesse generalizzato
verso tutte le figure umane e un minore effetto di differenza
tra immagini denotanti sforzo muscolare intenso piuttosto
che debole.
Questa diversità riscontrata tra i sessi potrebbe
essere di origine parzialmente biologica, considerato
che lindividuo maschile è dotato di un
apparato muscolare mediamente più potente e potrebbe
rispecchiarsi maggiormente nello sforzo muscolare altrui.
Parallelamente, potrebbe riflettere una preferenza culturale
di giovani maschi adulti per azioni ad alto dinamismo
che si svolgono in un contesto sportivo.
Questi nuovi dati aiutano a comprendere i meccanismi
imitativi per cui ci si prepara dal punto di vista sia
fisiologico sia corticale a compiere unazione
semplicemente guardando i nostri simili. Come, ad esempio,
per i calciatori che si preparano a segnare un rigore
mentre osservano i compagni già in azione, o
di chi si prepara ad attraversare un ponte pericolante
e guarda le strategie motorie dei compagni che lo precedono.
Infatti, è nota da tempo lutilità
nellesaminare immagini che ritraggono il gesto
sportivo, o la semplice immaginazione del gesto per
la preparazione atletica. La possibilità di attivare la corteccia motoria
e premotoria, che governano il nostro stesso movimento,
semplicemente mostrando visivamente azioni umane spiega
anche perché è così interessante
per noi vedere gli altri che si muovono (per esempio
una partita di calcio o una gara di ballo in televisione).
Studi fisiologici precedenti avevano mostrato che losservazione
di atleti impegnati in attività muscolare di
crescente intensità (per es. sollevamento pesi
o tapis roulant) da parte di persone immobili generava
in loro un aumento della frequenza respiratoria e del
battito cardiaco, come se rispecchiassero nel loro corpo
lo sforzo muscolare degli atleti, ma finora nulla era
noto sulla concomitante attività cerebrale.
Ogni orecchio sente un mondo diverso
La corteccia uditiva è adattata e sintonizzata in ogni individuo in
modo diverso a seconda dell'ambiente che lo circonda
Neuroni Specchio. Lo specchio
dell'altro
Su di loro si raccontano storie diverse: Giacomo Rizzolatti, che li ha scoperti,
ci racconta quelle vere e quelle false