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IgNobel 2014, un premio italiano per l'arte


 
   
 

a cura di Chiara Albicocco, Federico Pedrocchi e Gianluca Liva

La cerimonia annuale degli IgNobel, i premi, parodia dei Nobel, consegnati a ricerche che "prima fanno ridere e poi fanno pensare" è giunta alla 24° edizione. Come ogni anno i ricercatori premiati vengono chiamati sul palco a raccontare il proprio studio dinanzi a una platea di 1100 persone tra scienziati, ricercatori, veri premi Nobel e gente comune. Ma cosa si vince? Oltre a un attestato di vittoria il premio consiste in una somma di denaro spropositata… apparentemente: 10 trilioni di dollari... dello Zimbabwe che corrispondono a 33 cent di dollaro americano.
Qui trovate il nostro servizio su tutti i premi assegnati.
L'IgNobel 2014 per l'arte è stato conferito a un gruppo di ricercatori italiani, i quali hanno presentato uno studio sulla percezione del dolore di una persona che sta osservando un dipinto mentre viene colpita da un raggio laser. Marina De Tommaso, professore associato di neurologia all'Università di Bari, ha descritto il significato di questa indagine che, in linea con il principio su cui si basa questo curioso premio, inizialmente stupisce e diverte per poi incuriosire e fare riflettere.

L'esperimento svolto dal team barese ha analizzato le reazioni cerebrali di alcuni soggetti volontari colpiti alla mano da un laser ad anidride carbonica (che può provocare un dolore simile a quello di una puntura di spillo). In questo contesto veniva inserito un elemento di distrazione: la visione di un dipinto famoso. Gli stessi soggetti prima dell'esperimento erano stati chiamati ad esprimere giudizi di apprezzamento -con una scala da 1 a 10- per le opere d'arte mostrate: circa 300 immagini rappresentative dei dipinti più famosi, da Raffaello a Michelangelo, da Van Gogh a Munch (escluse le rappresentazioni sacre). I ricercatori hanno osservato che i soggetti percepivano meno dolore se il quadro mostrato loro aveva ottenuto un punteggio alto, cioè era considerato 'molto bello' dal soggetto.
Un'immagine bella o un ambiente piacevole potrebbe distoglierci dalla percezione del dolore? Da qui le possibili applicazioni in ambito clinico.
Marina De Tommaso ci spiega le conclusioni e le applicazioni di questo studio che, partendo da premesse apparentemente 'ig-nobili', induce a una riflessione sui contesti nei quali potrebbe essere applicato.

Ascolta l'intervista alla prof. De Tommaso

Scarica il file audio in mp3

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