E' partito a bordo di un razzo decollato dalla base di Cape Canaveral
Glast,
cioé "Gamma ray Large Area Telescope",
un occhio spaziale alla ricerca di raggi gamma, cioè di
onde elettromagnetiche dotate di altissima energia. Si tratta
di una manifestazione cosmica ancora in buona parte misteriosa.
La presenza di raggi gamma provenienti dal cosmo venne evidenziata
per la prima volta nel 1961, grazie a uno strumento posto a bordo
del satellite Explorer 11. Da allora, abbiamo scoperto i cosiddetti
Gamma Ray Burst, brillamenti di raggi gamma che appaiono
improvvisamente e per brevissimi istanti in punti apparentemente
casuali del cielo, che i fenomeni spaziali violenti, come l'esplosione
delle supernove, producono raggi gamma e molto altro... comunque
non abbastanza per avere una immagine precisa di cosa e perché
nell'universo brilli di raggi gamma: un quesito a cui dovrà
rispondere Glast. Lo strumento è stato costruito grazie
a un importantissimo contributo italiano, attraverso l'Infn e
l'Asi, ne parliamo con Gloria Spandre dell'Infn.
Al via Astronomix!
Nel 2007 gli astrofili italiani hanno compiuto 40 anni
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Nel 2007 gli astrofili italiani hanno compiuto 40 anni
Glast diventa Fermi...
A pochi mesi dal decollo, avvenuto da Cape Canaveral, Glast l'osservatorio spaziale orbitante cambia nome: Fermi Gamma-ray Space Telescope (FGST), in onore di Enrico Fermi.Vai all'approfondimento
Campagna 3
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