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"La mia linea di Universo" di George Gamow. Ed. Dedalo
Un'autobiografia informale del fisico sovietico
La tempesta scoppia il secondo giorno di navigazione. George
Gamow ha le braccia stanche ma fa di tutto per mantenere il controllo
della canoa, mentre la moglie Rho, seduta alle sue spalle, è
impegnata a tenerla a galla pompando fuori lacqua che le
ondate rovesciano a secchiate nella fragile imbarcazione. Il Mar
Nero sta per inghiottire uno dei più grandi fisici del
XX secolo. E lestate del 1932 e quando alcuni anni
più tardi Gamow racconterà lepisodio, scriverà
che se non fosse stato per la tempesta improvvisa, di sicuro ce
lavrebbero fatta. Con la moglie, stava tentando di attraversare
a colpi di pagaia i 270 Km dacqua che separavano la Crimea
dalla Turchia, nel tentativo di abbandonare per sempre la Russia.
La vita di Gorge Gamow, la sua Linea di Universo
come gli piaceva definirla e come la racconta nell'omonimo libro
(vedi foto in basso), è segnata da due rivoluzioni: la
rivoluzione di Einstein nel campo della fisica (1905 e 1915);
e la rivoluzione Comunista, che nell'ottobre 1917 portò
definitivamente al potere i Bolscevichi.
Per
lui e per molti altri scienziati scienziati russi, dopo l'entusiasmo
iniziale, il "socialismo reale" rappresentò una
grande delusione. Soprattutto non sopportavano il clima di oppressione
fisica e culturale istituito da Stalin. E le assurdità
del regime che pretendeva di imporre i principi filosofici della
ideologia marxsista alla scienza e al suo procedere. Col risultato
di partorire idee che oscillavano tra il folle e il ridicolo.
Chi si opponeva risciava la vita, come scoprì Lev
Landau, grande amico di Gamow, che per le sue idee trascorse
un anno alla Lubianca.
Gamow riuscì infine a lasciare la Russia l'anno successivo,
quando ormai aveva quasi rinunciato a provarci, ma si vide recapitare
inaspettatamente il permesso di lasciare il paese per partecipare
ad un importante convegno internazionale che si teneva a Bruxelles.
Come molti altri scienziati, che avevano abbandonato l'europa
negli anni delle dittature fasciste e comuniste, trascorrerà
gran parte della sua vita in America, dove parteciperà
anche alla progettazione della bomba H.
Gamow diede i suoi pricipali contributi nel campo della meccanica
quantistica (fu lui il primo ad applicarla al nucelo atomico)
e alla cosmologia, che stava nascendo in quegli anni. A dimostrazione
del suo genio - Gamow aveva in intuito sovraumano nel comprendere
i principi basilari all'origine dei fenomeni naturali - fu il
primo a porporre che il DNA fosse un codice basato su quattro
lettere (i quattro acidi nucleici). Fu anche un grande divulgatore
e contribuì così ad accendere la passione per la
scienza in molti futuri scienziati.
E' lui stesso a raccontare, invece, che decise di fare lo scienziato
quando, ancora giovanissimo, provò a verificare col microscopio
regalatogli dal padre se l'ostia, di cui aveva trattenuto in bocca
un frammento dalla messa precendente, si fosse realmente trasformata
in carne e sangue.
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