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A cura di Maurizio Melis
"All'improvviso, nel bel mezzo di una conversazione
privata tra me e la persona seduta a sinistra, le mie
orecchie sentirono il nome di Luigi Filippo, seguito
da cinque o sei fischi. Mi voltai. A quindici o venti
posti di distanza da me si stava svolgendo una delle
scene più animate della serata. Un giovane che
teneva nella stessa mano un bicchiere e un pugnale aperto
cercava di farsi sentire dagli altri.
Si trattava di Evariste Galois. Riuscii a percepire
solo che si trattava di una minaccia, e che era stato
pronunciato il nome di Luigi Filippo. Il coltello aperto
lasciava trasparire le intenzioni del giovane."
A scrivere queste parole fu il celebre scrittore Alexandre
Dumas, nel 1831, un anno davvero schifoso per il protagonista
della nostra storia, segnato dalla galera e da ogni
possibile disavventura. Oggetto della sua attenzione,
uno dei matematici più geniali di tutti i tempi,
e probabilmente la figura più tragica e romantica
della storia della scienza.
Evariste Galois nacque il 25 ottobre del 1811 nelle
vicinanze di Parigi, e non ebbe il tempo di invecchiare.
La sua vita si sarebbe conclusa tragicamente pochi mesi
dopo l'episodio del coltello, durante un duello, con
un colpo di pistola sparato da 25 passi di distanza
da quello che, se non un amico, era certamente stato
un compagno di battaglie politiche. Infatti erano entrambi
rivoluzionari e aderivano all'ala militante del partito
Repubblicano, la Società degli Amici del Popolo,
che aveva come obbiettivo la deposizione del Re negli
anni tumultuosi che seguirono la parabola di Napoleone
Bonaparte. Quando fu ucciso, Galois aveva appena vent'anni
e un posto assicurato nell'olimpo della matematica.
La sua fu una vita vissuta intensamente tra matematica,
politica e un amore breve e non corrisposto, sfociato
nel tragico duello. Lei si chiamava Stephanie Potterin
du Motel e Galois l'aveva conosciuta solo pochi mesi
prima. La relazione tra i due, però, si era interrotta
quasi subito per ragioni che non sono note, ma che avevano
portato Galois, il quale aveva un carattere esplosivo,
a lasciarsi sfuggire qualche commento non proprio lusinghiero
sulla ragazza. Per difendere il suo onore Ernest Duchatelet,
"patriota" e una delle migliori pistole di
Francia, l'aveva sfidato a duello. E tirarsi indietro
non era contemplabile all'epoca. La notte prima di morire,
certo che la fine stesse per giungere, Galois si gettò
a capofitto sui propri appunti redigendo tre memorie
destinate a mutare profondamente la matematica.
Del tutto incostante negli studi; geniale, ma refrattario
all'istruzione formale e insofferente verso chi non
era in grado di seguirlo mentre svolgeva complicati
calcoli a mente (inclusi i propri esaminatori), Galois
aveva fallito per due volte l'ingresso all'Ecole Politecnique,
la più importante università francese,
e aveva dovuto ripiegare sull'Ecole Normale, da cui
in seguito il direttore, un conservatore privo di spina
dorsale, lo espulse. In realtà, ancora diciannovenne,
aveva risolto un problema che resisteva da secoli agli
attacchi dei matematici, ma poiché pochissimi
lo avevano capito Galois, che tra l'altro aveva sviluppato
una specie di mania di persecuzione, era convinto che
sarebbe stato dimenticato.
Quelle memorie, scritte con foga e rassegnazione, sono
note oggi come Teoria di Galois. Il matematico era riuscito
a dimostrare che non poteva esistere alcuna formula
per risolvere equazioni di quinto grado o più.
Per riuscirci, aveva inventato il concetto fondamentale
di Gruppo, che segna la nascita dell'algebra astratta.
I gruppi sono strutture matematiche collegate al concetto
di simmetria. Anzi, in grado di descrivere qualunque
tipo di simmetria del mondo. Galois era riuscito ad
associare ad ogni equazione algebrica, di qualunque
grado, una sorta di "codice genetico", il
Gruppo di Galois, e dimostrato che le proprietà
di quest'ultimo determinano la risolubilità o
meno di un equazione per mezzo di una formula.
Le sue idee sopravvissero grazie al lavoro di alcuni
amici, tra cui i matematici Auguste Chevalier e Carl
Jacobi, e del fratello Alfred. Nel 1856, la teoria di
Galois venne introdotta nei corsi avanzati di algebra
in Francia e Germania. Nel 1909, quasi 80 anni dopo
la morte di Galois, L'Ecole Normale chiese ufficialmente
scusa al mondo per non aver saputo riconoscere, e anzi
per avere espulso, una delle menti più brillanti
del IXX secolo.
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