Nuovo Museo Galileo
a Firenze: in mostra anche due denti dello scienziato
Galileo Galilei già cieco parla con Vincenzo
Viviani
nella villa di Arcetri
a cura di Chiara Albicocco e Federico
Pedrocchi
Un collezionista d'arte ed un dentista: sono i due
protagonisti di una vicenza isolita e bizzarra.
Il primo compra ad un asta un reliquiario del '700 da
regalare alla giovane figlia che per una serie di intuizioni
sembra contenere due denti del grande scienziato Galileo
Galilei.
Il secondo viene incaricato dalla Soprintendenza per
i Beni Culturali di Firenze di esaminare due denti appartenuti
ad un anziano signore vissuto nel 1600.
Questa è una storia vera e chi non ci credesse
può recarsi al nuovo
Museo Galileo (già Museo di Storia della
Scienza di Firenze) che è stato appena inaugurato
in occasione del 400° anniversario del Sidereus
Nuncius.
Ascolta la storia dalla voce dei
protagonisti: il collezionista Alberto Bruschi e il
dentista Cesare Paoleschi!
Il museoreale e virtuale
Dopo due anni di radicali lavori di ristrutturazione,
che ne hanno rivoluzionato gli spazi espositivi e l'allestimento,
il Museo di Storia della Scienza di Firenze torna ad
aprire al pubblico con il nuovo nome di Museo Galileo.
La reputazione internazionale del Museo, che custodisce
gli unici strumenti ideati e costruiti da Galileo pervenutici
(tra cui, di eccezionale importanza, i due cannocchiali
e la lente obbiettiva del cannocchiale col quale Galileo
scoprì i satelliti di Giove), oltre alle preziosissime
collezioni scientifiche medicee e lorenesi, rende l'inaugurazione
del Museo Galileo uno dei più importanti appuntamenti
culturali a scala internazionale.
La nuova denominazione del Museo, che mantiene nel sottotitolo
quella precedente (Istituto e Museo di Storia della
Scienza), pone l'accento sull'importanza che l'eredità
galileiana riveste per le attività e per la fisionomia
culturale dell'ente: un museo dotato di un inestimabile
patrimonio di strumenti e apparati sperimentali e, al
tempo stesso, un istituto impegnato in attività
di ricerca e di documentazione, che mette a disposizione
degli studiosi del mondo intero le cospicue risorse
della sua ricchissima biblioteca, accessibili anche
attraverso internet.
L'allestimento del tutto rinnovato del Museo Galileo
rispecchia queste strategie. Il percorso espositivo
(che presenta oltre 1000 strumenti e apparati, di grande
importanza scientifica, ma anche di eccezionale bellezza)
fa fulcro intorno alla figura straordinaria di Galileo,
ricostruendo le vicende di Firenze e della Toscana,
che sotto il governo dei Medici e dei Lorena fu non
solo culla impareggiabile delle arti, ma anche centro
di eccellenza del sapere scientifico, nonché
incubatore e teatro di episodi e scoperte che hanno
segnato in profondità la storia della scienza
moderna.
Il Museo Galileo presenta una serie di innovazioni strutturali
e funzionali. Anzitutto, il restauro degli spazi dell'antico
Palazzo Castellani (sec. XII) ne ha valorizzato la dimensione
monumentale e il pregio architettonico. Le eleganti
vetrine di ultima generazione esaltano la qualità
estetica degli oggetti, garantendone nel contempo la
perfetta conservazione. Video-guide portatili interattive,
utilizzate per la prima volta in ambito museale, consentono
di rendere pienamente comprensibili, anche al pubblico
non specialistico, gli strumenti più complessi
grazie alla possibilità di accedere a schede
ipertestuali, animazioni, biografie e di selezionare
molteplici modalità di visita che rispondono
agli interessi delle diverse tipologie di utenti.
Un delicato intervento di restauro ha inoltre riportato
allo splendore originario la celebre sfera armillare
di Antonio Santucci (fine sec. XVI), straordinario modello
del sistema cosmologico tolemaico, oltre agli stupendi
globi celesti e terrestri di Vincenzo Coronelli.
La ristrutturazione e il nuovo allestimento hanno richiesto
un investimento di oltre 8 milioni di euro, messi a
disposizione dal Ministero per i Beni e le Attività
Culturali e dalla Regione Toscana (restauro degli spazi
espositivi) e dall'Ente Cassa di Risparmio di Firenze
(nuovo allestimento). Giunge così a conclusione
l'ambizioso progetto di valorizzazione dell'istituzione
fiorentina, realizzato attraverso interventi successivi
negli ultimi 15 anni, che ha puntato al recupero integrale
dei locali di Palazzo Castellani, in modo da farvi coesistere
virtuosamente le diverse attività e funzioni
dell'ente: iniziative di ricerca, documentazione, alta
formazione, conservazione e valorizzazione del patrimonio
museale e diffusione della cultura scientifica, attraverso
convegni, eventi ed esposizioni, che hanno riscosso
grandissimo successo a scala internazionale.
A 80 anni esatti dalla sua fondazione, avvenuta nel
maggio 1930, l'istituzione fiorentina presenta un volto
radicalmente rinnovato, in grado di rispondere adeguatamente
alle sollecitazioni e alle richieste del pubblico di
oggi e pronta a misurarsi con le sfide poste dall'innovazione. In occasione della riapertura, vengono presentati
i resti di Galileo (due dita e un dente) scomparsi da
oltre un secolo e di recente ritrovati da due collezionisti
fiorentini. Periziati e notificati, questi cimeli sono
esposti insieme a un terzo dito dello scienziato già
conservato dal Museo Galileo. I reperti organici
furono prelevati nel 1737, quando la salma fu riesumata
per essere traslata nel sepolcro monumentale della Basilica
di Santa Croce. Una vertebra prelevata nella stessa
occasione è custodita presso l'Università
di Padova.