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Un gruppo di ricercatori del Laboratorio Europeo di Spettroscopie
Non lineari (LENS)
dell'Università di Firenze e dell'INFM-BEC hanno creato
un nuovo materiale ottico nel quale la luce si muove nello stesso
modo di un uccello in ricerca di cibo.
I ricercatori Pierre Barthelemy, Jacopo Bertolotti e Diederik
S. Wiersma hanno denominato questa nuova classe di materiali "vetri
di Lévy", in analogia con i cosiddetti "voli
di Lévy", un processo di trasporto che si ritiene
essere di fondamentale importanza in natura perché riesce
a descrivere dei fenomeni apparentemente scollegati come l'andamento
della borsa, la distribuzione degli spostamenti umani, il comportamento
di terremoti, e, ad esempio, il percorso che animali seguono per
cercare cibo.
Ascolta l'intervista a Diederik S. Wiersma
In particolare gli uccelli. Provate a ricordare come fanno, per
esempio quando perlustrano il terreno di un parco cittadino. Beccano
in una zona ristretta, un po' di volte; poi fanno qualche passo
e beccano nuovamente in una zona vicina; infine, si spostano nettamente,
raggiungendo un'area più lontana, dalla quale riprendono
le due procedure iniziali.
Se tale strategia è analizzata in dettaglio, si scopre
che risulta essere la migliore per raggiungere l'obiettivo di
recuperare la maggior quantità di cibo nel tempo minore.
Una movimentazione casuale, beccando qua e là in continuazione,
porta a casa risultati inferiori.
Il gruppo di Firenze ha utilizzato questi criteri lavorando sulle
emissioni luminose. Al posto di passeri e piccioni, in questo
caso dobbiamo pensare a come i fotoni di luce interagiscono con
un materiale. Lo colpiscono, si muovono all'interno della su superficie
in tutte le direzioni e poi una parte riemerge. E' un movimento
del tutto casuale. I ricercatori fiorentini sono invece riusciti
a ottenere materiali nei quali i fotoni assumono quell'andamento
di cui si è detto. E' un modo che consente, quindi, una
gestione più efficace delle emissioni luminose. Una possibile
applicazione è quella dei pannelli solari. Dei fotoni che
"volano" alla Levy possono ottimizzare la resa energetica.
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