Davvero angoscianti... sono i sibili della morte. Certo
che se la morte avesse un suono non sarebbe molto diverso da questo...
Questi suoni sono emessi da alcuni strumenti musicali precolombiani,
per la precisione aztechi, ricostruiti da un ingegnere messicano. Roberto Velazquez (vedi foto qui sotto), questo è
il suo nome, ha dedicato gli ultimi
anni della sua vita a rimettere insieme i pezzi, e non solo metaforicamente,
di una civiltà messicana vissuta 1800 anni prima di Cristo.
L'archeologo appassionato di musica ha analizzato creta, piume
di tacchino, canne da zucchero e persino pelli di rana, per ricostruire
i "Whistles of death" i sibili della morte, o fischi
della morte.
Questi sono fischietti fatti di materiali naturali, appunto, con
forme piuttosto grottesche a dirla tutta. Con sembianze di teschi
umani, sagome di animali e maschere tutt'altro che rassicuranti.
Finora questi oggetti venivano scambiati per gingilli ornamentali
o oggetti da caccia, invece sono dei veri e propri flauti utilizzati
durante i riti propiziatori, per avvisare gli dei di un imminente
sacrificio, oppure durante i riti funebri per accompagnare il
defunto nel cammino verso l'aldilà.
Gli esperti non escludono che le tribù precolombiane abbiano
usato questi fischi per indurre il cervello umano in una sorta
di trance e curare il corpo da determinate malattie. Questi suoni
potrebbero darci informazioni su come i ritmi musicali alterano
le frequenze cardiache e quindi la condizione di coscienza o semi-coscienza.
Quando ha avuto origine la civiltà azteca non è
ancora chiaro, ma già nel 400 a.c. questo tipo di strumenti
musicali erano già utilizzati, infatti i reperti studiati
da Velazquez risalgono proprio a questo periodo.
Ancora oggi per i messicani i suoni sono molto importanti...
Il capanaccio di una mucca annuncia l'arrivo del camion di immondizia
a Città del Messico. L'arrivo dell'arrotino invece è
preceduto da un trillo di un flauto stonato.
E che dire del verso di gatto che miagola usato come segnale per
dire "qui vendita di biglietti della lotteria"!?
QUI
trovate una foto-gallery degli strumenti ricostruiti da Velazquez.