I servizi e le interviste
di Moebius


La ricerca in Europa
Casi di successo e temi irrisolti


 
   
 

a cura di Barbara Gallavotti

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La Commissione Europea ha distribuito un libro: grande formato, carta patinata, copertina rigida interamente occupata da un ologramma nel quale si legge: Ricerca per l'Europa, una selezione di storie di successo. E al suo interno, in breve, racconti di ricerche finanziate dalla comunità europea, i fiori all'occhiello, divisi per argomenti.

Vediamo allora un pò di esempi di come sono stati investiti i fondi della ricerca, soldi dei contribuenti, cioè di noi tutti, come quindi sono un po' di noi tutti i risultati raggiunti.

Cominciamo da un settore davvero cardine per lo sviluppo economico, quello dell'energia.
30 istituzioni di 10 paesi Europei, Italia inclusa, hanno partecipato al progetto Castor, finalizzato a sviluppare una tecnologia in grado di catturare l'anidride carbonica emessa dalle centrali a carbone: insomma, un modo per impedire che le emissioni di carbonio si disperdano nell'atmosfera. La tecnologia è stata poi sperimentata in una centrale pilota costruita in Danimarca: ne è risultato che può essere catturata una tonnellata di anidride carbonica ogni quattro emesse, al costo di 35 euro per tonnellata, contenutissimo soprattutto se consideriamo che in base agli attuali regolamenti le centrali devono pagare 100 euro per ogni tonnellata di anidride carbonica in eccesso dispersa nell'atmosfera.

Una volta catturata però l'anidride carbonica deve essere immagazzinata da qualche parte; a meno che non venga in soccorso un altro progetto, nato da una idea di ricercatori dell'Università di Messina: in questo caso l'anidride carbonica potrebbe essere addirittura usata come combustibile, cioè come una nuova fonte di energia.

Voltando totalmente pagina troviamo le ricerche nel settore salute. Diverse vertono sulla lotta alle malattie, quelle causate da nuovi virus come pure quella provocata dal grande nemico ancora imbattuto: l'Hiv.
Inoltre 40 gruppi di ricerca provenienti da 21 Paesi, anche qui Italia inclusa, si sono concentrati sullo studio di trattamenti personalizzati per tumori al seno: secondo i dati del 2006, i più recenti attualmente a disposizione, in quell'anno il tumore al seno ha colpito 320.000 europee uccidendone 85.000. Ebbene, come noto le cellule tumorali possono essere devianti in molti modi diversi, a seconda di quali geni le hanno fatte impazzire. Per trovare la terapia giusta per ciascuna donna, il progetto ha puntato allo sviluppo di un metodo per identificare in modo rapido il livello di attività di 70 geni coinvolti nel tumore. In questo modo si mira ad evitare che diverse pazienti ricevano chemioterapici quando non ne avrebbero bisogno.
L'Università di Pisa e altre istituzioni hanno invece puntato allo sviluppo di un pancreas artificiale da impiantare in pazienti diabetici.

Nel settore ambiente, il progetto Arca di Noè si è posto il problema di come proteggere dai cambiamenti climatici una risorsa decisamente non rinnovabile: il patrimonio artistico europeo! E in effetti le costruzioni e i monumenti in pietra sono molto sensibili agli sbalzi di temperatura, questo è particolarmente vero per i marmi, che si dilatano e contraggono in risposta ai salti del termometro. I Paesi nordici sono particolarmente preoccupati del destino delle preziose strutture in legno, che potrebbero diventare preda di funghi e altri parassiti, mentre a Parigi guardano con terrore alla Torre Eiffel: come tutto ciò che è in metallo potrebbe corrodersi per colpa degli acidi nell'aria, particolarmente nefasti se la superficie del monumento fosse bagnata da piogge troppo frequenti. Insomma, nell'ambito del progetto sono state utilizzate simulazioni per capire come i monumenti reagiranno ai cambiamenti climatici, così da poter pianificare delle strategie di difesa del nostro patrimonio culturale.

E chiudiamo, saltando un bel po' di pagine, con la buona cucina. I fritti ad esempio, croccanti, dorati… non troppo dorati però, perché tanto più la doratura si fa intensa tanto più nell'irresistibile stuzzichino si sviluppano molecole di acrilamide, molecola probabilmente cancerogena. Il progetto Heatox, con la collaborazione dell'Università di Bologna, ha sviluppato alcune linee guida per ridurre la produzione di acrilamide sia nella preparazioni in larga scala che in quelle domestiche. Per le patate ad esempio, si consiglia ai grandi produttori di utilizzare qualità a basso contenuto di zuccheri, friggendole a una temperatura compresa fra i 145 e i 170 gradi centigradi. A casa invece il consiglio è di friggere per il minor tempo possibile, perché la produzione di acrilamidi cresce drasticamente quando il colore del cibo passa dal dorato al bruno.

 

 

 

 

 

 

 

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