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a cura di Maurizio Melis
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l'intervista a Mauro Giacca
E' finita la Spagnola: così recita il testo
di un vecchio charleston anni '20. Le grandi epidemie
vanno e vengono, altre divengono spemplicemente parte
integrante del paesaggio quotidiano, e noi, a fasi alterne,
ce ne dimentichiamo. L'ultima, che devastò mezza
Europa, arrivò dall'America nel 1918, si trattava
appunto della "Spagnola".
Negli ultimi anni, quella che più spesso ha
giadagnato le prime pagine è stata l'aviaria,
che è ancora lì, appesa come una spada
di Damocle. Invece, improvvisamente, è arrivata
la febbre
suina. Ma epidemie (vedi riquadro a fianco) se ne
registrano di continuo. Ogni anno viviamo virtualmente
una nuova epidemia di influenza. HIV, Tubercolosi, Febbre
gialla, Dengue, Epatite A, B e C, sono epidemie mai
estinte, che colpiscono milioni di persone, in alcuni
casi con fasi di forte virulenza alternate a periodi
di quiescenza.

Il virus della Spagnola del 1918
A tutt'oggi, circa 80 persone su 1000 che muoiono in
età adulta tra il 15 e i 65 anni, muoiono a causa
di malattie infettive. Una quota che raggiunge le 400
unità se parliamo di Africa. Oggi, la diffusione
delle misure igieniche; la disponibilità di alcuni
farmaci antivirali e il perfezionamento - in tutti i
paesi dove le strutture sanitarie sono funzionanti -
delle tecniche di assistenza medica generale durante
il decorso della malattia, renderebbero certamente meno
impattante anche la più grave epidemia. Tuttavia,
il mondo è divenuto anche enormemente più
piccolo, e gli spostamenti infinitamente più
rapidi, con le infezioni che viaggiano a bordo di jet
supersonici: una specie di paese dei balocchi per agenti
infettivi.
Tuttavia, contro virus e batteri, ma soprattutto contro
i virus, sono impegnati costantemente numerisi centri
di ricerca. Gestire un'epidemia è molto complesso,
ma gli obiettivi fondamentali sono sempre gli stessi,
e sono tre:
- La cura: l'individuazione, cioè, di opportuni
farmaci antivirali che possano bloccare e se possibile
far regredire l'infezione una volta in corso. Oggi
esistono solo pochi farmaci antivirali e la loro efficacia
va riducendosi a causa del fatto che i virus si adattano.
- La prevenzione: essenzialmente consistente nella
predisposizione di vaccini che possano tutelarci in
anticipo dal rischio di contrarre l'infezione. L'alleato
principale nella lotta contro le infezioni è,
in questo caso, il nostro sitema immunitario. E' questo
il filone più promettente, quello su cui si
concentrano la maggior parte degli sforzi. In particolare,
da alcuni anni, questo fronte si è aperto alle
nuove tecniche di ingengeria genetica.
- Il monitoraggio: ovvero tutte quelle attività
che consentono di stabilire se si stiano sviluppando
nuovi agenti infettivi.
Tra i centri più attivi nella lotta ai virus
va annoverato l'ICGEB,
il Centro Internazionale di Ingengeria Genetica e Bioingengeria.
una struttura con tre sedi: in India, in Sudafrica e
a Trieste. Quest'ultima la dirige Mauro Giacca, che
ai microfoni di Moebius ha fatto il punto sulla lotta
ai virus. A lui abbiamo chiesto di spiegarci quali sono
i principali filoni di ricerca, e che cosa accadrebbe,
oggi, se tornasse la Spagnola del 1918...
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l'intervista a Mauro Giacca
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