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a cura di Maurizio Melis
Ascolta il servizio con l'intervista a Alessandro
Cariani
(R&D manager di Esco Energy)
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Prendere una finestra e trasformarla in un pannello fotovoltaico:
sembra la versione postmoderna del mito di Re Mida, in un mondo
in cui l'energia, e non l'oro, è la materia più
preziosa.
Ci sono riusciti non a Sylicon Valley, ma a Potenza, dove Esco
Energy, azienda con un centinaio di dipendenti attiva sul fornte
delle tecnologie per il risparmio energetico, è riuscita
in pochi anni, e a partire da materie prime facilmente reperibili
sul mercato, a tirare fuori dal cappello un gel, trasparente,
che iniettato tra i doppi vetri di una comune finestra la trasforma
in un pannello fotovoltaico da 100W al metro quadro.
Il gel è un composto a base di silcio, lo stesso ingrediente
fondamentale sia del vetro che delle celle solari. Il suo sviluppo
ha richiesto un investimento di alcuni milioni di euro, che non
esauriscono gli investimenti in ricerca di Esco Energy, la quale
impegna un gruppo di 20 ricercatori selezionati. Alcuni, con esperienze
internazionali.
In futuro le finestre di casa meglio esposte al sole - per non
parlare delle grandi facciate a vetri che svettano nel downtown
di molte metropoli - potranno perciò diventare fonti di
energia elettrica. Un futuro molto prossimo, perchè la
produzione industriale del gel partirà nel 2009.
Il trattamento, è importante sottolinearlo, è
applicabile ai vetri già esistenti: più o meno come
si fa con un bigné alla crema, il vetro viene smontato
e l'intercapedine riempita di gel; poi viene dotato di due contatti
elettrici, rimontanto sulla fienstra e connesso alla centralina
(la stessa necessaria per qualunque impianto fotovoltaico) che
provvede all'interfacciamento con la rete elettrica.
Un'impianto basato sul gel fotovoltaico costa, a parità
di condizioni di illuminazione e potenza nominale, circa la metà
di un impianto fotovoltaio tradizionale. Si tratta di un balzo
avanti impressionante, soprattutto se si pensa agli investimenti
a nove zeri che l'industria del silicio ha fatto in questi anni
per arrivare a un sistema fotovoltaico affidabile e a basso costo
(per ora, senza riuscirci). La storia di questa "invenzione"
è perciò di grande interesse anche sul piano della
cultura dell'innovazione.
Alessandro Cariani, R&D manager di Esco Energy, ha spiegato
ai microfoni di Moebius che il gel fotovoltaico è frutto
di una procedura che potremmo definire di "ricucinatura"
di ingredienti tecnologici già esistenti e reperibili sul
mercato. Questa modalità di produrre innovazione è
spesso sottovalutata, mentre si possono portare molti esempi di
importanti tecnologie venute alla luce in questo modo.
Ovviamente, spiega Cariani, sono necessarie competenze precise
sia in fase di ricerca degli ingredienti che - per continuare
con la metafora gastronomica - in fase di cottura. Tuttavia, l'esperienza
di Esco dimostra, una volta di più, come spesso l'innovazione
discenda dalla migrazione di tecnologie esistenti verso altri
ambiti applicativi. E come questa via sia percorribile anche da
aziende di taglia media, come la grande maggioranza delle imprese
italiane.
Ascolta
il servizio con l'intervista a Alessandro Cariani
(R&D manager di Esco Energy)
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